Emozioni e intestino
Quale legame esiste tra emozioni e intestino?
Ti è mai capitato di sentire un peso sullo stomaco quando ti trovavi in situazioni emotivamente importanti o stressanti?
Succede spesso di sentire che le persone descrivano la presenza di sintomi a livello gastrointestinale quando vivono emozioni intense.
Lo stress e l’ansia possono provocare fastidiosi sintomi somatici come nausea, crampi, gonfiore, sensazione di evacuazione imminente, stipsi, dissenteria ecc..
L’intestino viene addirittura chiamato “secondo cervello”.
Le ricerche scientifiche degli ultimi anni, ha individuato la presenza di neuroni e cellule gliali che dialogano tra loro e con il sistema nervoso centrale, lungo l’asse intestino-cervello.
Alcune volte se ci pensi le emozioni le sentiamo prima “nella pancia” e solo dopo nella mente. Infatti in alcune occasioni capita di sperimentare prima i sintomi fisici e poi renderci conto che stiamo provando un’emozione (spesso sgradevole).
L’asse intestino-cervello
L’asse intestino-cervello si sviluppa precocemente fin dalle prime fasi dello sviluppo embrionale.
Quando ci troviamo in una condizione di ansia o di stress, il corpo produce ormoni come il cortisolo, che impediscono la digestione nello stomaco e nell’intestino. Quando la risposta attacco-fuga si attiva, lo stomaco e l’intestino producono degli spasmi muscolari (fonte Harvard Health).
Lo stress e l’ansia possono aggravare i sintomi legati all’interazione dell’asse intestino-cervello e possono anche provocare l’insorgenza di alcune patologie come la sindrome del colon irritabile, oltre ai sintomi sopra elencati.
Relazione bidirezionale intestino-cervello
Le ricerche dicono che le alterazioni dell’intestino, possono portare a cambiamenti dell’attività cerebrale e influenzare la percezione del dolore, la risposta immunitaria, il controllo emotivo e altre funzioni.
La connessione tra intestino e cervello è quindi bidirezionale: l’intestino influisce sul cervello, e viceversa.
I ricercatori irlandesi in uno studio dello University College of Cork , hanno evidenziato che il microbiota intestinale agisce sull’intestino favorendo o contrastando la produzione dei peptidi, che trasportati dal sangue arrivano al cervello, condizionando l’umore dell’individuo.
Sempre di più è importante tenere conto di quanto il nostro corpo, e in questo caso l’intestino, siamo veicolatori di emozioni e sensazioni. Quando ci disconnettiamo a livello mentale dalle emozioni che proviamo, ecco che il corpo ci lancia dei segnali per aiutarci a comprendere che quell’emozione che tentiamo di evitare o di ignorare, in realtà è presente.
Cosa puoi iniziare a fare?
- Fermarti e riconoscere i momenti di stress/ansia
- Praticare la respirazione diaframmatica
- Creare una routine che ti aiuti a trovare degli spazi di decompressione
- Tenere un diario dove parli delle tue emozioni e di come ti senti
- Avere una corretta igiene del sonno
- Curare l’alimentazione
Cosa si può fare attraverso un percorso psicologico?
Ogni persona è diversa e ha delle esigenze specifiche, per cui non è possibile applicare un rigido protocollo, ma è necessario studiare gli interventi e le modalità di cura a seconda della persona e della situazione.
E’ di fondamentale importanza individuare i fattori legati allo stress o all’ansia, e comprendere come questi impattano a livello cognitivo ed emotivo. Senza una consapevolezza rispetto alle cause dello stress o dell’ansia, è difficile mettere in campo le strategie necessarie per gestire i sintomi somatici.
Una volta individuati i fattori di stress, è fondamentale inserire strategie di coping più utile per la persona per fare fronte in modo funzionale alle situazioni e alle emozioni che si presentano.
E’ importante aiutare anche la persona a individuare possibili accumuli di tensione muscolare, che impediscono di produrre una risposta di rilassamento e allentare lo stress.
Infine è possibile introdurre la pratica della mindfulness, che può aiutare il paziente a stare nel momento presente e regolare le emozioni che possono produrre sintomi gastrointestinali.
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