Depressione: l’OMS richiede attenzione e risorse

Alla centocinquatesima riunione del Comitato Esecutivo dell’OMS si sono esaminati i progressi nella salute mentale, inclusa la depressione.

Si stima che 1 miliardo di persone a livello globale convivano con un disturbo mentale, l’81% delle quali vive in paesi a basso e medio reddito.

Di questo miliardo, il 5% degli adulti soffre di depressione, il che la rende una delle principali cause di disabilità e un importante contributo al carico globale complessivo della malattia.

Al contrario, i paesi spendono in media meno del 2% dei loro budget sanitari per la salute mentale.

Perchè la depressione riceve poca attenzione a livello globale?

Anche se la depressione rientra in uno dei disturbi più comuni vissuti dal genere umano nel corso della sua esistenza, esistono diversi motivi per cui non riceve risorse sufficienti e attenzione globale:

  1. la depressione, come le condizioni di salute mentale è stata storicamente stigmatizzata, pensiamo ai trattamenti e all’istituzionalizzazione del passato. Le sue origini biologiche erano poco conosciute fino al 20° secolo, quando divennero disponibili nuovi trattamenti
  2. la gestione della depressione non è sempre semplice, non solo per il personale specializzato ma anche per i famigliare di queste persone. La gravità e i segnali possono essere difficili da riconoscere e dal gestire. Nei paesi senza piani assicurativi per la salute mentale ottenere aiuto o accedere a strutture apposite per il trattamento può essere difficile se non impossibile
  3. la depressione dipende da una combinazione di fattori biologici, sociali e psicologici e richiede investimenti.

La commissione dell’OMS richiedere maggiori investimenti e supporto, specie per gli individui già esclusi e stigmatizzati.

Sostiene ancora che gli adolescenti, che sono maggiormente a rischio di depressione e suicidio, ulteriormente aggravati dalla pandemia di COVID-19, richiedono un supporto urgente. Inoltre, milioni di persone colpite da conflitti civili e violenze, come i rifugiati, sono a rischio di sequele a lungo termine, tra cui depressione e disturbo da stress post-traumatico.

Per i singoli pazienti, la Commissione sostiene fortemente un approccio centrato sulla persona, in cui un piano di cura è co-progettato dalla persona che vive con la depressione, così come dai caregiver (persone che se ne prendono cura) e dagli specialisti.

Sottolinea inoltre l’importanza di individuare e diagnosticare precocemente la depressione, che dipende da un buon accesso all’assistenza sanitaria e da reti sociali e occupazionali di sostegno e non stigmatizzanti.

La grande maggioranza delle persone con depressione guarisce da un episodio se riesce a ottenere un sostegno e un trattamento adeguati.

Fonte: The Lancet “Ensuring care for people with depression” – February 15, 2022 W