Riconosci la sofferenza
Ti sei mai chiesta se riconosci la tua sofferenza?
Quanto spesso ti fermi ad osservare i momenti di sofferenza?
Ho usato la parola osservare non a caso, perchè di solito quando proviamo sofferenza l’unica cosa che ci viene da fare è scacciarla il più velocemente possibile.
Siamo programmati per avere proprio questo tipo di reazione, il segnali di sofferenza e di dolore, come quelli di pericolo attivano la risposta attacco-fuga.
Questo è il motivo che ti spinge a fuggire dal dolore e a distaccarti così dalle emozioni che provi.
Prima di ogni cosa quindi, fermati e riconosci che stai soffrendo, “non possiamo guarire quello che non possiamo sentire” (K. Neff).
Quando soffri per qualcosa, ad es. un fallimento lavorativo, la tua mente è più concentrata a focalizzarsi sul fallimento che stai provando piuttosto che sul dolore provocato dal fallimento stesso. Noterai che è ben diverso.
Entri nella modalità risoluzione del problema
Quando si soffre, un’altra cosa che solitamente le persone fanno è entrare nella modalità “visto che sto male, troviamo una soluzione a questo malessere”, come se stessimo risolvendo un’equazione matematica.
Ipotizziamo che qualcuno ti tamponi in auto, spenderai molte risorse e tempo per recarti in ospedale o prendere appuntamento del dottore, chiamare il carro attrezzi e l’assicurazione. Ovviamente tutto questo va fatto, ma questo tipo di esperienza ti mette alla prova emotivamente sei d’accordo? Mettere da parte l’emozione non ti aiuterà a sentirti meglio.
Spesso ci occupiamo di risolvere problemi esterni, senza occuparci della sofferenza e delle emozioni che proviamo dentro.
Non fuggire ma ascoltati
Questa sofferenza si accumula e si somma ad altre sofferenze, e con il tempo, finisce per inghiottirti e restituirti un’immagine di te che non corrisponde a quella che avevi e che rifiuti. In questo modo, accresciamo il nostro dolore e l’unica cosa che desideriamo è fuggire da tutto questo.
Tutti abbiamo bisogno di fermarci e di entrare in contatto con la sofferenza che proviamo e ricordarci che essa merita la nostra attenzione e una risposta gentile.
Ascolta la tua sofferenza e permettiti di entrare in contatto con lei, e ricorda che la sofferenza è come le onde, non puoi fermarle ma puoi imparare a surfare su di esse.
Allo stesso modo, nessuno di noi può evitare la sofferenza, e non ascoltarsi o evitarla non ti aiuterà a vivere quell’esperienza e proseguire con la tua vita. Non ti insegnerà nemmeno che a quella sofferenza puoi sopravvivere o che puoi sviluppare delle risorse utili o che quelle risorse le hai già.
Se vuoi provare a restare e surfare sulle onde ti aspetto nella newsletter ri-connettiti e se vuoi prenotare una consulenza puoi farlo qui sotto


