Emozioni buone e cattive non esistono

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Quante volte ti è capitato di dirti che le emozioni buone e cattive esistono davvero? Spesso categorizziamo le emozioni buone e cattive seguendo questa dicotomia e finiamo per incasinarci. Vediamo perchè.

Il modo in cui le categorizzi incide sul tuo modo di viverle e regolarle.

Dalle vostre risposte al sondaggio fatto su Instagram è emerso che le emozioni che considerate brutte/cattive sono per lo più: rabbia, paura, tristezza, ansia, vergogna, angoscia, ansia.

Emozioni buone e cattive: cosa succede quando le categorizziamo così

Quando la nostra mente categorizza negativamente un’emozione succede che:

  • quando sentirò quell’emozione (es. rabbia che considero cattiva) mi attiverò molto anche se l’emozione stessa è sotto soglia
  • il mio comportamento cambierà per effetto del pensiero che sto provato un\’emozione brutta
  • tentativi di evitare l’emozione che considero cattiva ancora prima di provarla
  • tentativi di sbarazzarci dell’emozione che consideriamo brutta.

Le parole che usiamo per le emozioni

Se pensate al lessico che usiamo quando parliamo delle emozioni brutte/cattive spesso avremo termini come : combattere, sconfiggere, difendersi, allontanarle, scacciarle, sopprimere, nascondere, ingoiare.

E’ chiaro che la nostra mente penserà di essere in guerra e si attiverà un segnale di allarme.

Emozioni buone e cattive: perché combatterle non funziona

Quando tentiamo di evitare, sopprimere, combattere un’emozione lei tornerà con ancora più intensità e ci si attaccherà addosso come una gomma da masticare.

LA GUERRA NON SERVE E NON SERVE CONVINCERCI CHE CERTE EMOZIONI SONO BRUTTE E NON VANNO PROVATE.

Le emozioni sono emozioni non esistono emozioni brutte o belle per natura, siamo noi che gli attribuiamo queste caratteristiche.

Occorre cambiare il modo di vedere le emozioni che proviamo in ottica di accoglienza, anche quando si parla di sofferenza.

Non possiamo evitare di soffrire e più dirigeremo le nostre energie verso questo tentativo, tanto più ne usciremo esausti e sconfitti. Quando più ci siederemo a fianco di quell’emozione e inizieremo a guardarla con curiosità e apertura tanto più smetteremo di averne paura ed ecco che la lotta non servirà più.

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