
L’endometriosi e altre patologie croniche hanno un impatto molto forte sull’immagine corporea.
La letteratura ci dice che i problemi di salute che comportano cambiamenti nelle caratteristiche/funzionamento a livello fisico, possono avere un impatto sulla percezione di sé e aumentare l’insoddisfazione corporea (Grossman, 2018).
Immagine corporea
L’immagine corporea corrisponde all’immagine che ognuno di noi ha nella mente in riferimento al proprio corpo e i sentimenti che proviamo rispetto alle singole parti del corpo.
Questa immagine non è statica, ma si costruisce in modo dinamico nel corso del tempo a seconda anche dei cambiamenti interni/esterni ai quali siamo sottoposti.
Essa è costituita da quattro elementi principali che insieme vanno a definire l’immagine corporea:
- percezione: ovvero come vediamo ed immaginiamo le parti del nostro corpo rispetto alle sue caratteristiche fisiche (grandezza, lunghezza, ecc..)
- aspetti affettivi: sentimenti ed emozioni che ogni persona prova rispetto al proprio corpo ed alle sue caratteristiche.
- aspetti comportamentali: tutti quei comportamenti che mettiamo in atto verso il nostro corpo (nutrizione, sport, cura del corpo).
- aspetti attitudinali: i pensieri e le conoscenze che ogni persona ha rispetto al funzionamento interno ed esterno del proprio corpo in generale ma anche rispetto alle singole parti
Immagine corporea ed endometriosi:
In caso di una patologia cronica e in questo caso parliamo di endometriosi nello specifico, l’immagine corporea subisce una modificazione molto spesso repentina, inaspettata e “negativa”.
La presenza della malattia con i suoi sintomi fisici spesso invalidanti, l’assunzione delle terapie ormonali e gli interventi chirurgici, obbligano la persona a vedere il suo corpo cambiare.
Tra il cambiamento fisico del corpo e quello mentale spesso si può vivere un conflitto psicologico che porta la persona stessa a non “riconoscersi più in quel corpo” a non “accettare questo corpo” e a non riuscire a “metabolizzare i cambiamenti dal punto di vista emotivo”.
Quali cambiamenti vengono vissuti in modo faticoso?
I cambiamenti più fastidiosi e più frequenti (che non esauriscono assolutamente tutti i cambiamenti possibili) che possiamo riscontrare sono:
- gonfiore addominale o endo belly
- ritenzione idrica
- aumento/diminuzione peso
- acne
- dolore/aumento del seno
- perdita del normale desiderio sessuale
- presenza di cicatrici successivamente ad interventi chirurgici
- perdita degli organi connessi alla femminilità e alla maternità.
Ciò che rende difficile integrare e accettare e ricostruire una nuova immagine corporea è la difficoltà di accettazione rispetto a questo nuovo corpo.
Integrare l’idea del corpo precedente alla malattia o ad alcuni cambiamenti intercorsi (es. farmaci o chirurgia) durante la malattia e il corpo attuale è davvero complesso e molto spesso si tende non solo a non accettare, ma anche a negare questi cambiamenti.
Questo processo è molto spesso doloroso e viene vissuto dalla persona in solitudine e con un senso di fallimento e vergogna.
Perchè la psicoterapia?
In questo frangente può essere doloroso affrontare tutto questo da soli e la psicoterapia offre un valido aiuto.
In che modo?
- imparando a ridefinire e ridisegnare un’immagine del proprio corpo che possa essere più realistica. Grazie alla terapia dell’accettazione si lavora sulla discrepanza tra l’immagine corporea precedente e quella attuale.
- fiducia nel proprio corpo e in sè stessi: molto spesso è difficile avere fiducia in un corpo che sta male e che non è “performante” come ci aspettiamo che sia, diventare consapevoli delle proprie possibilità e potenzialità diventa uno step fondamentale per vivere la cronicità al meglio
- sostegno e supporto in casi di interventi chirurgici, sia in fase di preparazione che in fase di recupero e ripresa.


