
Dolore cronico: la sottile linea tra dolore e sofferenza
Il dolore e la sofferenza sono la stessa cosa? Vi sembrerà strano ma esiste una linea sottile tra il dolore e la sofferenza. Comprendere questa differenza è fondamentale per chi vive con dolore cronico, perché apre la porta a strategie concrete di riduzione della sofferenza.
La distinzione tra dolore e sofferenza
Esiste un punto preciso in cui finisce il dolore e inizia la sofferenza che il tuo dolore causa. C’è una distinzione importante tra gli aspetti dell’esperienza del tuo dolore di cui hai il controllo e gli aspetti che non puoi controllare.
Il dolore pulito
Il primo è il dolore pulito, ovvero una sensazione fisica immediata che ci informa che qualcosa non va (es. mal di testa, crampi, infiammazione). È il segnale biologico del corpo. Spesso, il dolore pulito non è completamente controllabile – è una risposta fisiologica naturale.
Il dolore sporco
Il secondo tipo di dolore è detto dolore sporco. Esso include tutte le reazioni connesse al dolore fisico. Racchiude i pensieri che ti dici rispetto al tuo dolore (“non riuscirò mai a fare nulla”, “questo dolore non passerà mai”), i comportamenti di evitamento che metti in atto per proteggerti dal dolore stesso, e le emozioni che ne derivano (paura, rabbia, sconforto).
Questo tipo di dolore si posiziona dove finisce il dolore in sé per sé (dolore pulito) e dove inizia la sofferenza. È il dolore che creiamo mentalmente attorno al dolore fisico.
La differenza cruciale
Solitamente cerchiamo di controllare il dolore pulito – che spesso è incontrollabile – e lasciamo scorrazzare liberamente il dolore sporco, che invece è ampiamente controllabile attraverso i nostri pensieri, comportamenti e risposte emotive.
Qui risiede il paradosso: fatichiamo a controllare ciò che non è controllabile, mentre trascuriamo di lavorare su ciò che potremmo effettivamente gestire.
Verso la riduzione della sofferenza
Comprendere questa distinzione non significa negare il dolore fisico, ma riconoscere che gran parte della sofferenza che proviamo nasce dalle nostre reazioni mentali ad esso. Attraverso tecniche di accettazione, mindfulness e reframing cognitivo, possiamo ridurre significativamente il dolore sporco pur convivendo con il dolore pulito.
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