Vulvodinia: non solo farmaci per gestire il dolore

La vulvodinia è una patologia la cui incidenza arriva circa al 15% della popolazione femminile (Stockdale, Lawson, 2014).

La vulvodinia è generalmente considerata un disturbo ginecologico poco diagnosticato e di difficile trattamento caratterizzato da dolore vulvare cronico, disabilità fisica, disfunzione sessuale e sofferenza affettiva.

Spesso quando si parla di vulvodinia, si parla di trattamento medico, farmacologico e riabilitativo e non si prende in considerazione il trattamento psicologico.

Questa patologia ha un impatto importante sulla qualità di vita della donna e della coppia. Le donne spesso vanno incontro ad ansia e depressione e vivono con paura e vergogna la sessualità.

Da uno studio del 2009 svolto presso l’università del Connnecticut si è cercato di mettere a confronto la terapia cognitivo comportamentale (CBT) con altri approcci psicologici più supportivi.

La CBT è un approccio terapeutico che prevede l’apprendimento e la pratica di specifiche strategie di adattamento per la gestione del dolore.

Si è visto infatti che le partecipanti hanno avuto una riduzione statisticamente significativa della gravità del dolore, un netto miglioramento della funzione sessuale dal pre al post trattamento. Gli effetti del trattamento sono stati ben mantenuti al follow-up di un anno.

In particolare, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) ha dimostrato di essere un trattamento efficace per il dolore cronico che aiuta il paziente a sviluppare una prospettiva di controllo personale delle proprie condizioni attraverso l’uso di capacità di autogestione. Riduzioni significative della gravità del dolore, della disabilità e dell’angoscia affettiva, nonché significative riduzioni nell’uso dell’assistenza sanitaria sono state ripetutamente documentate in studi clinici controllati randomizzati.

Il 42% delle partecipanti ha ottenuto un miglioramento clinicamente significativo con una riduzione del 33% della gravità del dolore.

È stata segnalata una minore gravità del dolore sia per il medico che per le misure di auto-segnalazione; la funzione sessuale è migliorata e dispareunia ridotta.

Infine la funzionalità emotiva è stata migliorata a seguito di una riduzione dei sintomi della depressione e dell’ansia.

Su quali aspetti si va a lavorare insieme al paziente?

1- psico-educazione alla vulvodinia e buone pratiche per migliorare la qualità di vita

2- esercizi di rilassamento guidati, rilassamento muscolare progressivo

3-gestione dello stress

4- ristrutturazione cognitiva dei pensieri negativi e disfunzionali che la donna ha, sia rispetto al dolore, alla qualità di vita che conduce, alla sessualità, alle relazioni e agli evitamenti che mette in atto

5- regolazione delle emozioni

6- mindfulness

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2728361/pdf/nihms91749.pdf

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