Fobia degli aghi e vergogna

tre punture su un tavolo

Si avvicina il periodo del vaccino influenzale, e chi sperimenta la fobia per gli aghi, potrebbe avere difficoltà ad accedere a vaccinazioni o prevenzione. Molto spesso le persone non parlano della loro fobia per gli aghi per vergogna, ti è mai successo?

Le procedure mediche e di indagine che pretendono l’uso di siringhe e aghi, sono davvero molte, se pensiamo ad esempio agli esami di routine, oppure agli interventi medici, alle vaccinazioni oppure ancora a quei pazienti che soffrono di patologie croniche che richiedono interventi medici a volte anche invasivi. 

La fobia degli aghi è una fobia specifica molto comune, e colpisce moltissime persone. Oltre al disagio dell’intenzione di per sè, c’è tutto un aspetto legato all’ansia anticipatoria che fa sperimentare sintomi anche molto intensi e sgradevoli prima di effettuare la puntura. 

Tra i sintomi più comuni legati alla fobia troviamo: secchezza delle fauci, mancanza di respiro, sudorazione, nausea e sensazione di svenimento o vertigini. 

Cos è una fobia specifica:

La fobia specifica è caratterizzata da una paura che è intensa e duratura provata per uno stimolo specifico (detto trigger).

E’ una manifestazione emotiva che è sproporzionata rispetto alla minaccia reale. La persona sperimenta ansia nei confronti dello stimolo specifico, per questa ragione tende ad evitare di trovarsi di fronte allo stimolo trigger, andando così a rinforzare la paura.

In Europa si stima che il 7-9% della popolazione presenti una fobia specifica. Si stima che in realtà i numeri siamo ben più alti perchè molte persone non accedono ai servizi psicologici per una corretta diagnosi e trattamento.

Seppure quella degli aghi sia una fobia specifica, si differenzia per es. da quella dei ragni o insetti o altro. 

In uno studio sono state presentate immagini di insetti e ragni e immagini di aghi, e dalle risonanze magnetiche alle quali sono stati sottoposti i partecipanti è emerso che: 

  • durante la visualizzazione di immagini di lesioni da sangue/iniezione, i partecipanti con fobia degli aghi hanno mostrato una maggiore attivazione nel talamo e delle aree visive/attenzione, rispetto ai partecipanti con fobia dei ragni e al gruppo di controllo. 
  • questi risultati suggeriscono che diversi meccanismi neurocognitivi sono alla base di queste distinte fobie, pertanto il trattamento è diverso.

Fattori predisponenti:

La letteratura scientifica è d’accordo nell’individuare alcuni fattori che contribuiscono a determinare l’insorgenza della fobia stessa. Eccone alcuni:

  • la presenza di una parente stretto che presenti fobie specifiche o fobia dell’ago: la letteratura ci dice che circa l’80% dei pazienti con fobia dell’ago riferisce la stessa fobia in un parente di primo grado 
  • essere in una condizione che richiede spesso l’esposizione agli aghi per ricevere cure (es. la presenza di patologie croniche) 
  • aver vissuto esperienze di dolore rispetto alle iniezioni 
  • il fatto di soffrire di un’altra fobia specifica 
  • vulnerabilità biologica, predisposizione allo svenimento e la sensibilità al dolore 

Fobia degli aghi: conseguenze e vergogna

La fobia degli aghi può portare le persone ad evitare di sottoporsi a controlli preventivi o ad accedere a vaccinazioni o a interventi che possono incidere notevolmente sulla loro salute e sull’esito della loro vita. 

La paura dell’ago è un ostacolo comune all’avvio o all’adesione ai trattamenti medici, la scarsa aderenza al trattamento per queste condizioni può comportare esiti di salute particolarmente pericolosi. 

E’ stato visto quindi che, le persone che soffrono di fobia degli aghi, hanno maggiori probabilità di ammalarsi gravemente, poiché evitando il trattamento di una condizione medica lieve o le vaccinazioni possono essere più esposti a malattie anche gravi. 

La vergogna è una delle emozioni che spesso non porta la persona a richiedere un aiuto psicologico. Si pensa che socialmente questo timore intenso sia ritenuto esagerato e sciocco, e quindi difficilmente viene comunicato a qualcuno. 

Quando è presente la fobia degli aghi, le persone tendono a essere ipervigilanti e prestano attenzione in modo selettivo alla minaccia. 

Una cosa è certa: la fobia è mantenuta dal comportamento (es. comportamenti di evitamento ) così come da esperienze fisiologiche e affettive (cioè paura, disgusto, dolore, svenimento, nausea e imbarazzo), che portano a focalizzare maggiormente  l’attenzione selettiva sulla minaccia, e sui fattori scatenanti (es.  sintomi fisici) e all’elaborazione disfunzionale delle informazioni.

Come si può intervenire?

Posto che evitare di sottoporsi a controlli medici o a vaccinazioni è pericoloso per la salute e non aiuta ad abbassare la fobia, è importante prendersene cura dal punto di vista psicologico.

La terapia cognitivo comportamentale di terza generazione offre diversi strumenti:

  • esercizi di respirazione diaframmatica
  • esercizi di rilassamento muscolare progressivo
  • tecniche anti-svenimento (tensione applicata TA)
  • esposizione in immaginazione
  • esposizione in vivo
  • accettazione e self compassion
  • regolazione delle emozioni

Se desideri iniziare a prenderti cura della tua paura, possiamo iniziare a farlo insieme.

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