Claustrofobia
Ti è mai capitato di sperimentare un’intensa paura quando stai negli spazi chiusi o senza via di uscita?
Eviti di usare l’ascensore e piuttosto fai a piedi 10 piani perchè ti sembra che entrandoci ti manchi l’aria?
Se si, potresti soffrire di claustrofobia.
Che cos è?
E’ una fobia specifica per cui si temono gli spazi chiusi (es. macchine, stanze piccole o chiuse a chiave, cantine, tunnel, ascensori, macchine per risonanza magnetica, treni della metropolitana, rimane bloccati in coda). Le persone claustrofobiche non hanno paura degli spazi chiusi di per sé ma di ciò che potrebbe accadere al loro interno.
Si riscontra maggiormente nel genere femminile.
I fattori che innescano la paura riguardano:
- la sensazione di sentirsi “intrappolato/a”
- restrizione di movimento: non poter uscire o spostarsi dalla situazione o non potersi muovere liberamente
- paura del soffocamento legato al fatto di sentirsi in uno spazio ristretto
Quali sintomi comporta?
Alcuni dei sintomi riscontrabili sono:
- Sudorazione e brividi
- Aumento della frequenza cardiaca e ipertensione
- Vertigini e stordimento
- Bocca asciutta
- Iperventilazione
- Vampate
- Nausea
- Mal di testa
- Intorpidimento
- Una sensazione di soffocamento
- Oppressione/dolore al torace e difficoltà di respirazione
- Il bisogno di urinare
- Confusione
Cosa è possibile fare se si soffre di claustrofobia?
Proprio perchè questa fobia porta la persona ad evitare molte situazioni limitando così il suo accesso ad alcune esperienze, e limitando la sua vita, è fondamentale prendersene cura.
All’interno del percorso terapeutico è importante fare una corretta diagnosi e restituire informazioni utili rispetto all’agorafobia, al fine di consentire alla persona di acquisire maggiore consapevolezza e dare un senso ai sintomi e alla paura.
Il trattamento poi prosegue occupandosi delle credenze e dei pensieri disfunzionali che la persona possiede e che non le consentono di fronteggiare la situazione al meglio.
Per quanto riguarda la parte comportamentale del trattamento, invece, si lavora con esposizioni in immaginazione e dal vivo, con esposizione enterocettiva, consentendo alla persona di “allenarsi” a sperimentare alcuni sintomi fisici provocati dalla fobia per abbassarne l’intensità e la reazione emotiva.
Accanto a queste strategie poi ve ne sono molte altre, che vengono definite insieme nel percorso terapeutico in base alle necessità della persona e agli obiettivi di trattamento.



