Lo stress legato all’infertilità non è “solo nella mente”, ma nasce dall’incontro tra emozioni, senso di vergogna e qualità della relazione di coppia. Non solo, ma funziona in modo diverso per uomini e donne.
“Devi solo rilassarti.”
“Guarda che è tutta una questione di testa.”
Quante volte un uomo e una donna che affrontano un percorso di infertilità si sono sentiti dire queste frasi?
Chi sono io per parlarti di questo?
Lascia che mi presenti. Sono Ilaria Stocco, psicoterapeuta. Da anni accompagno donne che convivono con dolore cronico, infertilità e fatiche emotive che spesso restano invisibili agli occhi degli altri.
Il mio lavoro nasce dall’incontro tra formazione clinica e ascolto profondo.
Negli anni ho integrato approcci come la mindfulness, la compassion-focused therapy e l’ACT, con un obiettivo chiaro: offrire strumenti concreti e rispettosi a chi si sente esausta, sopraffatta o in lotta col proprio corpo.Il mio approccio unisce strumenti evidence-based (ACT, mindfulness, compassion-focused therapy) e un ascolto profondo di chi, come te, sente il bisogno di parlare di sé senza sentirsi sbagliata.
In questo articolo vedremo insieme quali sono le differenze nella gestione dello stress tra uomo e donna quando subentra l’infertilità.
Stress e infertilità: il ruolo della vergogna
Affrontare l’infertilità significa vivere un lutto che si rinnova ogni mese.
Non è solo la mancanza di un figlio, ma il peso di visite, trattamenti, silenzi e parole sbagliate.
La ricerca di Galhardo e colleghi (2013) ci mostra che lo stress legato all’infertilità nasce da emozioni profonde come la vergogna: sentirsi “sbagliata” dentro (vergogna interna) o immaginare di essere giudicata dagli altri (vergogna esterna).
Se ti sei mai chiesta “perché mi sento così sola?”, questa ricerca offre una spiegazione e, forse, un po’ di sollievo.
Differenze tra uomo e donna
Lo studio distingue due meccanismi chiave:
- Nelle donne l’autocompassione fa la differenza. Avere uno sguardo gentile verso sé stesse può attenuare lo stress legato alla vergogna interna e persino migliorare l’impatto della relazione di coppia.
- Negli uomini invece prevale l’autogiudizio. Più sono critici con sé stessi, più lo stress cresce, soprattutto quando sentono vergogna interna o esterna. Questo ci dimostra che se un uomo sembra meno coinvolto spesso è perchè combatte contro contro il proprio auto giudizio.
Lo stress da infertilità non è solo biologico
Lo stress da infertilità non dipende solo dagli ormoni o dal corpo. Ha radici psicologiche e relazionali precise:
- La vergogna di sentirsi “difettosi”
Molte persone infertili vivono un senso di fallimento personale: come se il loro corpo stesse “tradendo” un compito naturale. È la cosiddetta vergogna interna, che nasce da pensieri come “non sono abbastanza”, “c’è qualcosa di sbagliato in me”. Questo vissuto aumenta lo stress e può alimentare sintomi di ansia e depressione. - La fatica di comunicare col partner
La coppia diventa terreno fragile. Parlare di infertilità può portare a discussioni, incomprensioni o silenzi pesanti. Alcune volte i partner si isolano e smettono di comunicare. Alcuni studi mostrano che quando la relazione è percepita come solida e cooperativa, lo stress si riduce; al contrario, difficoltà comunicative e conflitti diventano un fattore di rischio. - La mancanza di spazi sicuri dove non sentirsi giudicati
Oltre al giudizio interiore, pesa quello esterno: commenti di parenti, amici o colleghi possono favorire l’isolamento e far sentire ancora più soli.
Ecco perché terapie come la Compassion Focused Therapy e l’Acceptance and Commitment Therapy possono diventare risorse fondamentali: insegnano a ridurre l’autogiudizio, ad accogliere le emozioni difficili e a costruire una vita significativa anche dentro un percorso così complesso.
Cosa ci insegna questa ricerca
Questa ricerca ci dice che lo stress non è “uguale per tutti”:
- Le donne possono trovare protezione nella capacità di trattarsi con gentilezza (autocompassione)
- Gli uomini hanno bisogno di ridurre l’autocritica per non restare intrappolati nello stress
Il messaggio è chiaro: non serve solo la medicina, serve anche un lavoro emotivo che tenga conto delle differenze di genere e della dimensione invisibile della vergogna.
Stai vivendo qualcosa di simile?
Stai attraversando l’infertilità o stai vivendo un percorso di PMA e ti senti sotto stress? Scrivimi e condividi con me le tue riflessioni oppure condividi questo articolo con chi ha bisogno di sapere che non è sola.
Una parola alla volta, possiamo cambiare il modo in cui il dolore invisibile viene visto.
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Fonti citate:
- Ana Galhardo, M. Cunha, J. Pinto-Gouveia, M. Matos (2013). The Mediator Role of Emotion Regulation Processes on Infertility-Related Stress – Clin Psychol Med Settings



