Le parole di Sara, una donna alla terza stimolazione ormonale nel suo percorso di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), sono un racconto di dolore, solitudine, rabbia e silenzio.
“Ogni volta che qualcuno mi chiede: Allora, quando lo fate un figlio?, sorrido e rispondo con una scusa. Dentro, però, ogni volta, qualcosa si spezza.”
Lei e il suo partner hanno scelto di non condividere questa esperienza con nessuno, nemmeno con i familiari più vicini. Il silenzio è diventato un rifugio, ma anche un peso che cresce giorno dopo giorno.
Questa storia non è solo di Sara. È la realtà di molte coppie che affrontano la sfida dell’infertilità. Secondo una ricerca dell’European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE), circa il 25% delle coppie che intraprendono un percorso di PMA sceglie di non parlarne con amici o familiari. La paura del giudizio, delle domande invasive e della pressione sociale è spesso più pesante del processo medico stesso.
Perché si sceglie il silenzio quando si affronta la pma?
La decisione di mantenere segreto il proprio percorso è spesso dettata dalla volontà di proteggersi. È un modo per evitare sguardi compassionevoli, commenti non richiesti e giudizi sommari. Spesso, chi non ha mai affrontato l’infertilità la vede come un fallimento personale.
“Le persone ci giudicano per quello che non capiscono.”
Questo commento, emerso da uno studio pubblicato sul Journal of Psychosomatic Obstetrics & Gynecology, riassume il sentimento di molte coppie. La PMA può essere percepita come una deviazione da ciò che dovrebbe essere “naturale” e questo alimenta il senso di inadeguatezza.
Ma il silenzio, se da un lato sembra proteggere, dall’altro può diventare un fardello. Tenere dentro emozioni intense, senza condividerle, rischia di trasformarsi in un peso insostenibile.
Il prezzo del silenzio nella pma
Uno studio condotto dalla Stanford University ha dimostrato che esprimere le proprie emozioni riduce significativamente i livelli di stress e migliora il benessere emotivo. Parlare non è solo un modo per alleggerire il cuore, ma anche un atto di cura verso se stessi.
Tuttavia, la paura di essere giudicati o fraintesi spesso prevale. Molti temono che condividere significhi esporsi al rischio di ulteriori ferite, specialmente quando si ricevono commenti come:
- “Perché non adottate invece?”
- “Devi solo rilassarti, vedrai che arriverà.”
- “Forse non è destino.”
Queste frasi, anche se spesso dette con buone intenzioni, non fanno che aumentare il senso di isolamento.
Rompi il silenzio: il potere del supporto
Condividere ciò che si sta vivendo non significa necessariamente raccontare tutto a tutti. È piuttosto un modo per creare uno spazio sicuro, dove le emozioni possono essere espresse senza paura di essere giudicate.
Una ricerca pubblicata sull’Human Reproduction Update sottolinea che il supporto sociale è uno dei fattori chiave per affrontare l’infertilità. Sentirsi ascoltati e compresi non solo allevia il carico emotivo, ma permette di affrontare il percorso con maggiore serenità.
Come trovare il coraggio di parlare
Il primo passo per rompere il silenzio è individuare una persona o un contesto in cui ci si sente a proprio agio. Può trattarsi di un amico fidato, di un gruppo di supporto o di un professionista esperto.
Ecco alcune idee per iniziare:
- Parlare con un partner o un familiare: Seleziona una persona che ritieni possa ascoltarti senza giudicare. Condividere i tuoi sentimenti con chi ami può rafforzare il legame e ridurre la solitudine.
- Unirsi a un gruppo di supporto: Esistono comunità, online e offline, dove puoi confrontarti con altre persone che stanno affrontando le stesse difficoltà. Sapere di non essere soli è spesso di grande conforto.
- Chiedere supporto professionale: nei miei percorsi puoi trovare uno spazio sicuro dove elaborare le emozioni e sviluppare strategie per affrontare il percorso.
Il servizio di consulenza è progettato proprio per questo:
- Ascolto empatico: Uno spazio dove le tue emozioni sono accolte senza giudizio.
- Supporto personalizzato: Strategie pratiche per affrontare le sfide emotive.
- Un ambiente protetto: Un luogo dove puoi essere te stessa, senza maschere.
La PMA è un percorso complesso, fatto di speranze e paure, vittorie e difficoltà. Ma non deve essere un viaggio solitario. Parlando, puoi trovare il sostegno di cui hai bisogno per affrontare le sfide con maggiore forza e serenità.
👉 In questo video ti racconto come iniziare a mettere confini e rispondere a commenti scomodi.



