Quando è presente l’incertezza e l’imprevedibilità su una possibile minaccia futura ecco che l’ansia fa capolino. La relazione tra questi 3 elementi è uno dei temi più affascinanti della ricerca neuroscientifica moderna. Scopriamo perché ansia, incertezza e imprevedibilità vanno di pari passo e come il nostro cervello risponde a ciò che non può prevedere.
Ansia : il ruolo del cervello predittivo
Il nostro cervello è paragonabile ad una macchina deputata all’anticipazione. Possiede la capacità di utilizzare le esperienze passate e le informazione sull’ambiente attuale per prevedere ciò che accadrà e questo è utile perchè ci consente di far succedere che le cose desideriamo accadano ed evitare o limitare le avversità.
Questa capacità è correlata al livello di certezza rispetto agli eventi futuri: quando più essi hanno probabilità di accadere, quanto potrebbero succedere e come saranno.
Come l’incertezza e l’imprevedibilità alimentano l’ansia
L’incertezza però agisce direttamente sull’efficienza: essa diminuisce l’efficienza e l’efficacia con cui possiamo prepararci al futuro e quindi contribuisce alla sperimentazione di un certo livello di ansia.
Nuove ricerche sull’ansia sostengono che vi è una caratteristica comune tra i disturbi d’ansia e la risposta “eccessiva” anticipatoria in condizioni di incertezza della minaccia stessa.
In questa ottica quindi l’ansia può essere vista come: “insieme di cambiamenti affettivi, cognitivi, comportamentali anticipatori in risposta all’incertezza sulla potenziale minaccia futura”.
Cosa dice la ricerca scientifica: ansia, incertezza e imprevedibilità
A sostenere queste ricerche recenti vi sono diversi studi in cui si è visto che gli accadimenti in presenza di una minaccia immediata danno luogo a comportamenti difensivi che hanno a che fare con la paura e con le reazioni attacco/fuga, mentre invece accadimenti con segnali di minaccia poco chiari e imprevedibili producono un comportamento ansioso che persiste sino a che tale minaccia non si è conclusa.
Implicazioni pratiche di ansia, incertezza e imprevedibilità
Se il tuo cervello sta reagendo fortemente all’incertezza, non è colpa tua – è il modo in cui il cervello umano è biologicamente programmato per funzionare. La buona notizia è che puoi imparare a tollerare meglio l’incertezza e l’imprevedibilità, riducendo così l’ansia che ne consegue.
Ti è mai capitato di sperimentare ansia in situazioni incerte e poco prevedibili? Se ti va parliamone, in alternativa qui trovi alcuni contenuti su questo argomento.
Fonte: “Uncertainty and anticipation in anxiety” – Dan W. Grupe and Jack B. Nitschke



