Disturbo d’ansia: fattori di rischio

Disturbo d'ansia fattori di rischio che devi conoscere

Comprendere i fattori di rischio del disturbo d’ansia è fondamentale, perchè altrimenti può accadere che la persona attribuisca direttamente a se stessa la causa della propria diagnosi.

Scopriamo insieme quali sono i principali fattori di rischio del disturbo d’ansia.

Quando viene fatta una diagnosi di disturbo d’ansia, indipendentemente da quale essa sia, la prima cosa che la persona si chiede è “perchè proprio a me?'”.

La risposta a questa domanda è importante perchè altrimenti vi è il rischio che la persona attribuisca direttamente a se stessa o a qualcosa che ha fatto la causa della propria diagnosi e questo non aiuta il processo di trattamento.

Il disturbo d’ansia generalizzato, come del resto tutti gli altri disturbi, non possiede un solo fattore di rischio, si dice quindi che è ad eziologia multifattoriale.

Disturbo d’ansia fattori di rischio: perché non esiste una causa unica

Qui sono presenti alcuni fattori di rischio presi in considerazione dalla ricerca recente, rispetto alla possibilità di sviluppare un disturbo d’ansia.

Questo non significa che esista linearità tra un fattore e la diagnosi, ovvero se ad esempio ho un genitore con disturbo d’ansia ho più probabilità di poterlo sviluppare anche io, ma questo non si significa che lo svilupperò con certezza.

Se ci pensi la stessa cosa accade per una patologia fisica come ad es. il diabete, avere una famigliarità mi predispone maggiormente ma potrei non svilupparlo mai.

I 7 principali fattori di rischio:

I principali fattori di rischio sono:

  1. avere un famigliare con disturbo d’ansia (fattore ereditario) : spesso quelle che definite persone ansiose, non necessariamente hanno un disturbo d’ansia. Infatti durante la raccolta nella parte anamnesica iniziale al percorso viene spesso indagato se si hanno parenti stretti con la stessa patologia e spesso si riceve risposta affermativa anche quando in realtà il parente in questione non possiede una diagnosi.
  2. componente genetica
  3. tratto di personalità tendente al nevroticismo ovvero caratterizzato da insicurezza emotiva, ansia, preoccupazione, irritabilità e tensione, con una tendenza generale a “buttarsi giù” di morale.
  4. situazioni difficili o traumatiche infantili: non necessariamente eventi catastrofici
  5. fattori ambientali avversi ed eventi stressanti di vita
  6. la presenza di una patologia fisica specie se cronica
  7. assunzione di sostanze psicoattive (farmacia, droghe, caffeina, ecc..)

La ricerca sta procedendo anche con l’utilizzo di tecniche di neuroimaging e studi genetici per individuare correlazioni e potenziali fattori di rischio rispetto ai disturbi d’ansia.

Cosa sapere sui fattori di rischio del disturbo d’ansia

I fattori di rischio non sono una sentenza. Anche se possiedi uno o più di questi fattori, non significa che svilupperai necessariamente un disturbo d’ansia.

Allo stesso modo, alcune persone sviluppano un disturbo d’ansia senza avere fattori di rischio evidenti. Questo è il motivo per cui il disturbo d’ansia viene considerato multifattoriale: è il risultato di una complessa interazione tra genetica, ambiente, personalità e circostanze della vita.

La buona notizia è che, indipendentemente dai fattori di rischio presenti, il disturbo d’ansia è altamente trattabile.

Con gli approcci corretti – come la terapia cognitivo-comportamentale, l’acceptance and commitment therapy, e la mindfulness – i tassi di guarigione sono molto alti. Se stai lottando con i sintomi del disturbo d’ansia, ricorda che non è colpa tua e che è possibile stare meglio

Fonti: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28867940/, APA.org

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