Disturbo d’ansia: fattori di rischio

Quando viene fatta una diagnosi di disturbo d’ansia, indipendentemente da quale essa sia, la prima cosa che la persona si chiede è “perchè proprio a me”?.

La risposta a questa domanda è importante perchè altrimenti vi è il rischio che la persona attribuisca direttamente a se stessa o a qualcosa che ha fatto la causa della propria diagnosi e questo non aiuta il processo di trattamento.

Il disturbo d’ansia generalizzato, come del resto tutti gli altri disturbi, non possiede un solo fattore di rischio, si dice quindi che è ad eziologia multifattoriale.

Possedere un fattore di rischio non espone necessariamente a sviluppare la patologia:

Qui sono presenti alcuni fattori di rischio presi in considerazione dalla ricerca recente, rispetto alla possibilità di sviluppare un disturbo d’ansia. Questo non significa che esista linearità tra un fattore e la diagnosi, ovvero se ad esempio ho un genitore con disturbo d’ansia ho più probabilità di poterlo sviluppare anche io, ma questo non si significa che lo svilupperò con certezza. Se ci pensi la stessa cosa accade per una patologia fisica come ad es. il diabete, avere una famigliarità mi predispone maggiormente ma potrei non svilupparlo mai.

Fattori di rischio:

I principali fattori di rischio sono:

  1. avere un famigliare con disturbo d’ansia (fattore ereditario) : spesso quelle che definite persone ansiose, non necessariamente hanno un disturbo d’ansia. Infatti durante la raccolta nella parte anamnesica iniziale al percorso viene spesso indagato se si hanno parenti stretti con la stessa patologia e spesso si riceve risposta affermativa anche quando in realtà il parente in questione non possiede una diagnosi.
  2. componente genetica
  3. tratto di personalità tendente al nevroticismo ovvero caratterizzato da insicurezza emotiva, ansia, preoccupazione, irritabilità e tensione, con una tendenza generale a “buttarsi giù” di morale.
  4. situazioni difficili o traumatiche infantili: non necessariamente eventi catastrofici
  5. fattori ambientali avversi ed eventi stressanti di vita
  6. la presenza di una patologia fisica specie se cronica
  7. assunzione di sostanze psicoattive (farmacia, droghe, caffeina, ecc..)

La ricerca sta procedendo anche con l’utilizzo di tecniche di neuroimaging e studi genetici per individuare correlazioni e potenziali fattori di rischio rispetto ai disturbi d’ansia.

Il trattamento dei disturbi d’ansia ha tassi di guarigione molto alti specie con gli approcci evidence based come: approccio cognitivo comportamentale, acceptance and commitment therapy, mindfulness, EFT, DBT, ecc…

Fonti: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28867940/, APA.org