Pensieri intrusivi: perchè cercare di non pensare non funziona

Ti è mai capitato di dirti “devo cercare di non pensare a …..” ?

Sicuramente in seduta mi capita spesso, ma non solo nella pratica clinica.

Infatti, molte persone nella loro quotidianità affermano di cercare di non pensare a dei contenuti mentali o a delle esperienze che li ricollegano ad eventi negativi o emozioni che vogliono evitare.

Grazie a numerose ricerche da decenni sappiamo che la soppressione del pensiero (ovvero il tentativo di sbarazzarsi o evitare un pensiero) rende in realtà più probabile che quel pensiero si manifesti nella nostra coscienza.

L’effetto orso bianco

Nello studio compiuto dallo psicologo Daniel Wegner e colleghi nel 1987, hanno dimostrato che istruire esplicitamente i partecipanti a non pensare a un orso bianco durante un compito ha provocato un effetto “rimbalzo” in cui i pensieri di un orso bianco sono diventati ancora più frequenti.

Wegner sviluppò quindi la teoria del “processo ironico” della soppressione del pensiero che sosteneva che, sebbene la soppressione di un pensiero possa ridurne la frequenza a breve termine, la mente poi “controlla” di nuovo quel pensiero in futuro, con conseguente più intrusioni.

È come se l’attenzione eccessiva che presti a un pensiero cercando di reprimerlo dicesse al tuo cervello: “Questo pensiero è estremamente importante, quindi ricordamelo più tardi”.

Questo “processo ironico” è il motore chiave di frequenti pensieri intrusivi indesiderati in condizioni come il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) o l’ansia.

È così che il pensiero intrusivo occasionale indesiderato diventa un circolo vizioso di pensieri intrusivi, evitamento e ansia.

La chiave per sfuggire a questo ciclo è cambiare la tua relazione con i tuoi pensieri.

Scacciare i pensieri li potenzia:

Se tu o qualcuno che ami lottate con pensieri intrusivi indesiderati, l’intuizione chiave da capire è che cercare di sbarazzarsi dei pensieri intrusivi in ​​realtà li peggiora, mentre essere disposti a sperimentarli e accettarli li rende meno intensi.

Fonte: psyche.co

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