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	<title>psicologocognitivocomportamentale Archivi &#8211; Ilaria Stocco</title>
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	<description>Psicologa delle emozioni</description>
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	<title>psicologocognitivocomportamentale Archivi &#8211; Ilaria Stocco</title>
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		<title>Il disturbo ossessivo compulsivo può riguardare anche le relazioni</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2023/11/29/ossessivo-compulsivo-relazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disturbo ossessivo compulsivo]]></category>
		<category><![CDATA[disturboossessivocompulsivo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Disturbo ossessivo compulsivo da relazione Il disturbo ossessivo compulsivo può riguardare anche la relazione e non solo amorosa, esso prende il nome di Relationship obsessive-compulsive disorder.  A quanti sarà successo di nutrire qualche dubbio sulla propria relazione? In alcuni casi, i dubbi possono anche riguardare l’idoneità del partner o alcune sue caratteristiche o qualità.&#160; Questo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Disturbo ossessivo compulsivo da relazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.ilariastocco.it/2022/07/18/doc-e-senso-di-colpa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbo ossessivo compulsivo</a> può riguardare anche la relazione e non solo amorosa, esso prende il nome di Relationship obsessive-compulsive disorder. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A quanti sarà successo di nutrire qualche dubbio sulla propria relazione? In alcuni casi, i dubbi possono anche riguardare l’idoneità del partner o alcune sue caratteristiche o qualità.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo processo è del tutto normale, provare sentimenti ambivalenti e insicurezze verso il/la partner o la relazione stessa fa parte della relazione. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mano a mano che la relazione procede poi, potremmo diventare più sensibili a notare certe caratteristiche dell’altro/a o anche alcuni che scarsamente tolleriamo/comprendiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa distingue il disturbo ossessivo compulsivo da relazione?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Consiste in preoccupazioni ossessive e dubbi che si accompagnano a una <a href="https://www.ilariastocco.it/2021/06/28/disturbo-ossessivo-compulsivo-falsi-miti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">varietà di comportamenti </a>compulsivi che hanno come obiettivo la riduzione dei sentimenti di incertezza, ansia e angoscia, o a ridurre la frequenza di tali pensieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ossessioni possono essere incentrare sulla relazione o sul/sulla partner.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"> <strong>Ossessioni sulla relazione: </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Solitamente la persona che presenta questo tipo di ossessioni si sente sopraffatta dai dubbi e dalle preoccupazioni che riguardano i suoi sentimenti verso il/la partner o sui sentimenti del partner nei loro confronti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri dubbi e preoccupazioni riguardano potrebbero riguardare il fatto di vedere la relazione come qualcosa di giusto per se stessi, ad es.: “questa relazione è giusta per me?&#8221;, &#8220;Questo non è vero amore!&#8221;,  &#8220;Il mio partner mi ama davvero?”. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ossessioni sul/sulla partner: </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sono presenti ossessioni incentrate sul partner, queste possono riguardare:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>le caratteristiche fisiche (ad es. &#8220;Il suo naso è troppo grande&#8221;)</li>



<li>le competenze&nbsp; sociali (ad esempio, &#8220;Non è abbastanza socievole”&nbsp;</li>



<li>gli&nbsp; attributi di personalità, come moralità, intelligenza, stabilità emotiva o affidabilità (ad es., &#8220;Non è abbastanza intelligente&#8221;, &#8220;Non è emotivamente stabile&#8221;, &#8220;Non è abbastanza affidabile&#8221;)</li>



<li>le relazioni passate del/della partner (ad es., &#8220;Il sesso era migliore nella precedente relazione del mio partner?&#8221;, &#8220;Il loro partner precedente era più intelligente/divertente/bello di me?&#8221;) oppure temono che le relazioni passate del partner possano indicare qualche difetto di carattere/personalità del proprio partner (ad es. “il mio partner potrebbe essere frivolo”, oppure “potrebbe essere un don Giovanni”). </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso, la persona con DOC da relazione può arrivare a fare domande al proprio compagno/a al fine di placare i dubbi, può succedere che vadano in cerca degli account social sbirciando le conversazioni o ricerchino confronto con il proprio partner rispetto a ciò che provava nella relazione precedente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa strategia, anziché placare l’ansia, aumenta la preoccupazione e incrementa la percezione del partner come inaffidabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I sintomi incentrati sulla relazione e incentrati sul partner possono spesso verificarsi contemporaneamente e talvolta possono anche rafforzarsi a vicenda.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Non solo relazioni romantiche</strong>:</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Erroneamente si pensa che il ROCD (doc da relazione) riguardi solo le relazioni romantiche, in realtà non è così. Può riguardare anche relazioni del passato che sono ormai chiuse oppure su relazioni precedenti del partner. I sintomi poi possono comparire in relazioni come quelle genitore-figlio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sintomi possono insorgere nella prima metà adulto oppure in situazioni relazioni dove devono essere prese decisioni che la persona ritiene importanti, come ad es. sposarsi, avere figli.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per alcune persone, il disagio causato dal ROCD è così grave da portarli ad <a href="https://www.instagram.com/p/CjI_Lb5NhoD/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igshid=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">evitare totalmente le relazioni</a>, mentre altri, possono provare numerose relazioni ma non riescono a mantenerle sul lungo periodo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I sintomi ROCD possono verificarsi indipendentemente da altre forme di disturbo ossessivo compulsivo o associarsi ad esso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le compulsioni più comuni?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla preoccupazione ossessiva e ai dubbi, sono presenti una varietà di comportamenti compulsivi volti a ridurre i sentimenti di incertezza, ansia e angoscia, o a ridurre la frequenza delle ossessioni. Le <a href="https://www.ilariastocco.it/2022/02/02/circoli-viziosi-nel-disturbo-ossessivo-compulsivo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compulsioni comuni</a> includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Monitorare e controllare i propri sentimenti (“Sento amore?”), i comportamenti (“Sto guardando gli altri?”) e i pensieri (“Ho pensieri critici su di lei?”, “Ho dei dubbi?”).</li>



<li>Confrontare le loro relazioni con le relazioni di altre persone, come amici, colleghi o anche personaggi in film romantici&nbsp;</li>



<li>Cercare di ricordare esperienze positive con il loro partner nei momenti in cui si sentivano sicuri di loro</li>



<li>Cercare rassicurazione e consultare amici, familiari, terapisti o anche indovini e sensitivi sulla relazione</li>



<li>Testare i loro partner per vedere se sono &#8220;abbastanza intelligenti&#8221;. </li>
</ul>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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			</item>
		<item>
		<title>Perdere il controllo: cosa temi di perdere?</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2023/11/15/perdere-il-controllo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[pauradiperdereilcontrollo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologochieri]]></category>
		<category><![CDATA[psicologocognitivocomportamentale]]></category>
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		<category><![CDATA[regolazioneemozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La paura di perdere il controllo La paura di perdere il controllo è una delle paure più diffuse tra le persone, specialmente se sei una persona che soffre di un disturbo d’ansia.  A chi non piace pensare di avere tutto sotto controllo? Pensare di poter controllare oggetti, persone, esperienze fa parte dell’essere umano.  Impariamo presto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La paura di perdere il controllo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La paura di perdere il controllo è una delle paure più diffuse tra le persone, specialmente se sei una persona che soffre di un disturbo d’ansia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A chi non piace pensare di avere tutto <a href="https://www.ilariastocco.it/2022/07/14/pensi-che-il-controllo-ti-aiuti-a-stare-meglio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sotto controllo</a>? Pensare di poter controllare oggetti, persone, esperienze fa parte dell’essere umano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Impariamo presto che questa modalità ci illude di farci <a href="https://www.ilariastocco.it/2021/07/26/lillusione-del-controllo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sentire al sicuro</a>, sappiamo cosa accadrà, come accadrà e quando accadrà. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualcuno desidera anche di avere il controllo delle proprie emozioni, soprattutto nelle situazioni spiacevoli o nelle situazioni che vediamo come potenzialmente catastrofiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure nessuno di noi può dire di avere davvero il controllo di qualcosa, altrimenti alcuni non passerebbero gran parte delle loro esistenze ad angosciarsi perchè tutto sfugge.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ilariastocco.it/2019/11/18/il-controllo-e-il-problema-non-la-soluzione-per-il-tuo-benessere/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nulla può essere controllato</a>, a parte i nostri comportamenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono gli ambiti sui quali si teme la perdita di controllo?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli ambiti sono i più svariati, di solito però quelli che spaventano o preoccupano di più le persone sono:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Perdita di controllo sulle emozioni&nbsp;</li>



<li>Perdita di controllo sui pensieri&nbsp;</li>



<li>Perdita di controllo sulle sensazioni fisiologiche&nbsp;</li>



<li>Perdita di controllo sull’ambiente circostante&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">La paura di perdere il controllo sulle emozioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questa preoccupazione è spesso associata al timore che le emozioni che si provano siano “forti e impattanti”. In questo caso si pensa ad es. all’ansia come ad un’ansia &#8220;forte&#8221; o ad una rabbia &#8220;eccessiva&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Capita anche, che alcune persone, abbiano il timore di commettere azioni esagerate, o di poter danneggiare gli altri con la propria emotività, specie se questa non venisse controllata abbastanza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad es. una persona potrebbe pensare che se la sua rabbia sfuggisse al controllo, potrebbe reagire in maniera eccessiva, danneggiando oggetti o sembrando &#8220;pazza&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tentativo di controllare l’<a href="https://www.instagram.com/p/Cn7ffW1sxd7/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igshid=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emozione</a>, in questo caso, porta ad una sofferenza davvero grande, le persone finiscono per sentirsi sbagliate, inadeguate, proprio per l’intensità con cui provano certe emozioni. Più faticano a tenerne il controllo, più si sentono &#8220;sbagliate&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non di rado, in questo caso ci si può spaventare dell’intensità di un’emozione e considerarla pericolosa solo per questa ragione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco che se si considera un’emozione o la possibile reazione, esagerata e pericolosa, la persona potrebbe pensare che è necessario applicare maggiore controllo su di esse. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo viene rinforzata la credenza che sia necessario applicare un <a href="https://www.ilariastocco.it/2021/07/12/regolare-le-emozioni-un-equilibrio-da-costruire/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">controllo sulle emozioni</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Ti capita di cercare di applicare un controllo sulle tue emozioni? Potresti avere necessità di intraprendere un percorso di regolazione delle emozioni,<a href="https://www.ilariastocco.it/2022/12/14/regolazione-emotiva-ti-aiuta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> te ne parlo qui</a>. </em></strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le App di dating creano dipendenza?</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2023/11/08/app-dating-dipendenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[appdating]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>App di dating e internet Circa l&#8217;84% della popolazione mondiale (6,64 miliardi di individui) possiede uno smartphone e negli ultimi anni in relazione a questo sono aumentati i casi di dipendenza. Oltre a questo sono aumentate le persone che usano le app di dating. Il servizio più utilizzato in Italia (luglio 2022) è Tinder che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">App di dating e internet</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Circa l&#8217;84% della popolazione mondiale (6,64 miliardi di individui) possiede uno smartphone e negli ultimi anni in relazione a questo sono aumentati i casi di dipendenza. Oltre a questo sono aumentate le persone che usano le app di dating. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il servizio più utilizzato in Italia (luglio 2022) è Tinder che raggiunge una percentuale di ben 67%, meno popolari le altre app: Bumble (6,4%), Facebook Dating (5%), Grindr (3,9%), OK Cupid (3,1%), Meetic (2,5%), Badoo (1,7%), Happn (1,7%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio per la crescente presenza dei cellulari, molti servizi basati su computer (ad esempio, giochi, social media, incontri online) sono diventati onnipresenti a causa della comparsa di applicazioni facilmente utilizzabili ovunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">App di dating: dipendenza, benessere o malessere?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, avere accesso continuo alle <a href="https://www.ilariastocco.it/2020/03/09/combattere-la-solitudine-nelle-chat-di-incontri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">app di dating</a>, può portare a conseguenze potenzialmente negative per una minoranza di individui.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Esistono crescenti prove empiriche che mettono in relazione l&#8217;uso problematico delle app di dating con un minore benessere psicologico e depressione, così come livelli più bassi di autostima e soddisfazione corporea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una ricerca recente (aprile 2023 &#8211; Int J Environ Res Salute Pubblica) ha studiato le relazioni tra le misure oggettive dell&#8217;uso dell&#8217;app di appuntamenti (ad esempio, tempo di utilizzo, numero di sblocchi dello schermo e numero di notifiche) e il benessere degli utenti (cioè tono dell&#8217;umore, autostima e desiderio) durante un periodo di una settimana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">La paura di essere esclusi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca ha rilevato che:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>il numero di notifiche ricevute può avere un effetto sul benessere degli utenti, indipendentemente dalla fonte di notifica (cioè, proveniente dal un social o meno). E&#8217; stato osservato che un numero elevato di notifiche può portare gli utenti a <strong>sentirsi sovraccarichi e sperimentare una sensazione di benessere diminuito</strong>. Tutto questo produce inoltre sensazione di affaticamento e calo dell&#8217;autostima. Le notifiche possono anche innescare la  (<strong>FOMO = Fear Of Missing Out) ovvero paura di essere esclusi</strong>, che corrisponde al <em>timore di perdere o di non partecipare ad una esperienza piacevole e gratificante che coinvolge gli altri</em> (amici e non). Anche altre ricerche precedenti, hanno riferito che FOMO (paura di essere esclusi),  favorisce il  mantenimento del comportamento di utilizzo delle app di dating.   Gli utenti di app di incontri hanno identificato sentimenti di FOMO quando non sono attivi sulle app. Questa stessa paura di essere esclusi è incentivata dalla struttura delle app stesse e si è visto che gli utenti <strong>aumentano i comportamenti di controllo delle notifiche</strong>.</li>



<li>i comportamenti di <strong>screen-checking ovvero di controllo dello schermo</strong> del cellulare, sono aumentati e le persone tendono ad usarli per placare stati emotivi negativi.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre di più la ricerca sta studiando le <strong>nuove dipendenze</strong> e diverse ricerche sostengono che esiste una fascia di persone che possiede una maggiore vulnerabilità alle dipendenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre la <strong><a href="https://www.instagram.com/reel/CzBwjs5u5ok/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igshid=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dipendenza</a></strong> è spesso alla base di un uso eccessivo e disfunzionale dello smartphone. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso delle app di dating la dipendenza è fortemente influenzata dal sistema di rinforzo che la persona riceve attraverso le notifiche (mi piace, apprezzamenti, sms). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi stimoli esterni, inibiscono la capacità di auto controllo e quindi riducono la capacità di controllare gli impulsi. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>Hai mai usato le app di dating? Quali senti che sono gli effetti sul tuo umore e sulla tua autostima? </strong></em><a role="button" href="https://www.ilariastocco.it/newsletter/"><br></a></p>



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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Burnout: quali sintomi?</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2023/11/01/burnout-sintomi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[burnouttorino]]></category>
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		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sente parlare sempre più spesso di burnout e dei sintomi ad esso collegati, e non solo nell&#8217;ambito delle professioni di cura, come ad es. medici, infermieri, psicologi, oss, ecc&#8230; ma anche in ambito aziendale. In Italia, i dati sul benessere psicologico in azienda, riporta che a soffrirne è il 62% delle persone (Fonte: Osservatorio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si sente parlare sempre più spesso di burnout e dei sintomi ad esso collegati,  e non solo nell&#8217;ambito delle professioni di cura, come ad es. medici, infermieri, psicologi, oss, ecc&#8230; ma anche in ambito aziendale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, i dati sul benessere psicologico in azienda, riporta che a soffrirne è il 62% delle persone (Fonte: Osservatorio Mindwork-BVA Doxa 2022). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.instagram.com/p/CuO5XIUINwd/?img_index=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">burnout</a> rappresenta anche un fattore sociale: può interessare il singolo individuo, lo staff nel suo insieme e anche istituzioni.<br>Viene considerato:<br>1- un sintomo di sofferenza individuale legata al lavoro (stress lavorativo)<br>2- come un problema di natura sociale provocato da dinamiche sia sociali, sia, politiche, sia economiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le statistiche ci dicono che i numeri sono sempre di più in aumento, ecco perchè occuparsi della propria salute fisica e mentale e&#8217; così importante. Il burnout ha un fortissimo impatto sul funzionamento della persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sintomi del burnout hanno un impatto molto forte sulla vita della persona e sul contesto nel quale essa è inserita. Alcune volte questi sintomi impediscono alla persona di portare avanti la propria vita e in alcuni casi si può arrivare alla perdita del lavoro o degli affetti importanti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos è il burnout?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di burnout si fa riferimento ad una sindrome, che è costituita da tre fattori principali:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1.<strong>esaurimento emotivo</strong>: non avere più nulla da dare a livello emotivo e psicologico</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. <strong>ridotta realizzazione personal</strong>e: avere la percezione di sè come inadeguati nel lavoro</p>



<p class="wp-block-paragraph">3. <strong>depersonalizzazione</strong>: mettere in atto comportamenti negativi, cinici e di distacco verso le persone con le quali si lavora</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sintomi fisici del burnout:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra di principali sintomi fisici possiamo riscontrare: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dolori muscolari e viscerali, cefalea, vertigini</li>



<li>diarrea e inappetenza</li>



<li>nausea</li>



<li>alterazioni del ritmo sonno-veglia e necessità di dormire, stanchezza</li>



<li>crisi di pianto</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sintomi psichici del burnout: </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Seppure i sintomi fisici impattino notevolmente nella vita della persona, sono quelli psichici che  fanno più  soffrire  la persona e la portano a richiedere aiuto: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>stato di costante tensione</li>



<li>cinismo</li>



<li>depersonalizzazione</li>



<li>senso di frustrazione e fallimento</li>



<li>ridotta produttività e interesse verso il proprio lavoro</li>



<li>reazioni negative verso familiari e colleghi e irritabilità</li>



<li>apatia e distacco emotivo</li>



<li>demoralizzazione</li>



<li>disimpegno sul lavoro</li>



<li>rabbia, risentimento, aggressività</li>



<li>depressione, bassa stima di sé</li>



<li>sensazione di fallimento</li>



<li>isolamento, sensazione di immobilismo</li>



<li>abuso di alcool, farmaci, fumo</li>



<li>incapacità di concentrarsi o di ascoltare ciò che gli altri comunicano</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Se senti che il tuo malessere potrebbe essere legato ad una situazione di burnout è importante che tu ti prenda cura di te e del tuo malessere </strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<p>L'articolo <a href="https://www.ilariastocco.it/2023/11/01/burnout-sintomi/">Burnout: quali sintomi?</a> proviene da <a href="https://www.ilariastocco.it">Ilaria Stocco</a>.</p>
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