In questo articolo esploriamo quali sono i sintomi psicologici della perimenopausa.
Ti senti più irritabile del solito, dormi male, hai momenti di ansia che sembrano arrivare dal nulla. Oppure piangi per cose che prima non ti avrebbero toccato, ti senti “fuori fase”, ma non riesci a capire perchè.
Forse hai pensato che fosse stress, che sei stanca, e invece, potrebbe essere perimenopausa.
Cos’è la perimenopausa (e perché nessuna ce ne parla)
La perimenopausa è la fase di transizione che precede la menopausa.
Può iniziare anche dieci anni prima dell’ultimo ciclo mestruale, spesso tra i 35 e i 45 anni, ed è caratterizzata da fluttuazioni ormonali significative, in particolare degli estrogeni e del progesterone.
Il problema è che se ne parla pochissimo.
La menopausa, almeno, ha una sua “fama”. La perimenopausa, invece, è una zona grigia: non sei ancora “in menopausa”, ma il tuo corpo sta già cambiando profondamente.
Il problema è che spesso a questa consapevolezza ci si arriva da sole, senza strumenti.
Non è una sensazione: è un dato. Una ricerca condotta su circa 600 donne in menopausa, realizzata con il supporto di Fondazione Onda ETS, ha rilevato che quasi la metà delle intervistate, circa il 44%, ritiene di avere un livello di informazione medio-basso su questi temi.
Le fonti principali? Le esperienze di amiche e familiari, i siti internet, e solo in seconda battuta i professionisti della salute. Un quadro che dice molto su quanto questo argomento sia ancora lasciato al caso, al passaparola, alla fortuna di avere qualcuna vicina che ne abbia già parlato.
I sintomi della perimenopausa che nessuna ti aspettava
Quando si pensa ai cambiamenti ormonali, vengono in mente le vampate di calore. Ma la realtà è molto più articolata e molto più invisibile.
Sul piano emotivo e mentale, la perimenopausa può portare sintomi come:
- Ansia improvvisa o amplificata, anche senza un motivo apparente. Quella sensazione di allerta costante
- Irritabilità e sbalzi d’umore che sembrano sproporzionati rispetto alla situazione
- Tristezza o senso di vuoto, talvolta confuso con la depressione
- Difficoltà di concentrazione e memoria il famoso “brain fog”, la nebbia mentale
- Insonnia o sonno non ristoratore, che a sua volta peggiora tutto il resto
- Senso di perdita di sé, come se non ci si riconoscesse più
Questi sintomi della perimenopausa non sono “nella testa”. Hanno una base biologica reale: le fluttuazioni ormonali influenzano direttamente i neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e GABA, ovvero le molecole che regolano umore, sonno e risposta allo stress.
Il peso psicologico di non sapere
C’è una sofferenza specifica nel non avere un nome per quello che si sta vivendo.
Molte donne in perimenopausa arrivano a credere di stare “impazzendo”. Si sentono inadeguate, fragili, spaventate. Si chiedono se il problema sia il lavoro, la coppia, la vita. Cercano la causa fuori, quando invece la risposta sarebbe dentro: nei cambiamenti ormonali di un corpo in trasformazione.
Il ritardo nella comprensione di cosa stia succedendo ha un costo emotivo enorme: aumenta l’autocritica, alimenta l’ansia, isola. Perché è molto difficile chiedere aiuto per qualcosa che non si riesce nemmeno a nominare.
E questo non succede per colpa delle donne. Succede perché il sistema non offre ancora una risposta adeguata. Infatti molte donne si trovano ad affrontare da sole i disagi fisici e psicologici legati a questa fase, senza ricevere un’assistenza appropriata e tempestiva con ripercussioni concrete sulla qualità della vita, sulle relazioni e sul lavoro.
Il tema è talmente rilevante che è stato recentemente portato anche in Parlamento, con un documento che promuove una presa in carico personalizzata e multidisciplinare della donna, su tutto il territorio nazionale. (Fonte: Il Sole 24 Ore)
Non è un problema privato. È un problema di salute pubblica.
Perimenopausa e identità: non solo sintomi, ma una transizione importante
La perimenopausa non è solo un evento biologico, ma rappresenta una vera e propria transizione esistenziale.
Arriva spesso in un momento della vita in cui si stanno già navigando grandi cambiamenti: figli che crescono, genitori che invecchiano, carriere che si ridefiniscono, relazioni che evolvono. Il corpo che cambia si intreccia con domande più profonde sull’identità, sul tempo, su chi si è e chi si vuole essere.
Questo non significa che la perimenopausa sia una crisi inevitabile. Significa che merita uno spazio di elaborazione non solo medica, ma anche psicologica.
Cosa puoi fare
Riconosci quello che stai vivendo. Dare un nome a una cosa cambia il modo in cui la si vive. Se ti rivedi in quello che hai letto, potresti voler parlarne con il tuo medico o con uno specialista.
Non ridurre tutto a stress o carattere. I tuoi sintomi emotivi potrebbero avere una componente ormonale reale. Non sei “troppo sensibile”. Non stai esagerando.
Cerca supporto psicologico. La terapia può essere uno spazio prezioso per elaborare questa transizione, non perché tu stia “male”, ma perché stai cambiando, e cambiare è un processo che si attraversa meglio con accompagnamento.
Connettiti con altre donne. L’isolamento amplifica la sofferenza. Sapere che non sei sola è già di per sé terapeutico.
La perimenopausa non è la fine di qualcosa. È una soglia.
E come tutte le soglie, può essere attraversata con più consapevolezza se qualcuno ti dice che esiste, prima che tu ci arrivi da sola, nel buio, convinta che il problema sia solo tuo.
Se quello che hai letto ti ha fatto pensare “ma questa sono io”, ti invito a non lasciare passare questa sensazione. Puoi scrivermi, o parlarne con il tuo medico. Non devi aspettare di stare peggio per meritare attenzione.
Cose che non puoi perderti:
- Ho creato RINASCITA, la mia newsletter dedicata alla perimenopausa e alla menopausa: ogni mese risorse, approfondimenti e spunti pratici per attraversare questa fase con più consapevolezza e meno senso di solitudine.
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