Mio figlio balbetta cosa posso fare?

La balbuzie è un disturbo della fluenza della comunicazione che inizia nell’infanzia. La balbuzie è quindi un’anomalia del normale fluire e della cadenza dell’eloquio che è inadeguata all’età della persona e alle sue abilità linguistiche. Persiste nel tempo ed è caratterizzata da frequenti ripetizioni o prolungamenti di suoni o sillabe e da altri tipi di disfluenze come interruzioni di parola, blocchi udibili o silenti (pause del discorso) , sostituzione di parole per evitare parole problematiche, ripetizioni di parole monosillabiche (es. o-o-o-o fame). 

Oltre a queste caratteristiche, la balbuzie giunge all’attenzione dello Psicologo proprio per la forte ansia che causa nella persona che ne soffre, in seguito a difficoltà nelle relazioni con gli altri o alle limitazioni che il soggetto si pone nel contesto sociale o in quello lavorativo per gli adulti. 

Che cosa possono fare i genitori, insegnanti?

1. è importante rispettare i turni comunicativi con il bambino, occorre dare lo spazio al bambino di esprimersi senza interromperlo quando parla, ne sovrapporsi a lui

2. quando il bambino parla, occorre evitare di incalzarlo dicendo frasi del tipo “parla bene”, “non balbettare” “rilassati, respira”, “prima di parlare pensa bene a quello che devi dire” 

3. quando poniamo una domanda al bambino cerchiamo di prendere tempo, restando in silenzio per qualche secondo prima di fare una domanda o prima di rispondere a una richiesta. Possiamo per esempio dire “aspetta fammi pensare….”. E’ importante mantenere il contatto oculare, usare delle pause quando si parla, in questo modo si potrà ridurre la pressione comunicativa

4. occorre fare una domanda alla volta al bambino, aspettando che termini di rispondere prima di porne un’altra 

5. evitare di mettere fretta al bambino mentre sta parlando, dedicare la giusta attenzione alla comunicazione non usare frasi del tipo “dai sbrigati!” “veloce”

6. occorre non sostituirsi mai al bambino nella comunicazione, non completate per lui parole o frasi, e non anticipare ciò che vuole dire 

Perché un approccio cognitivo comportamentale può aiutare? 

La letteratura dimostra che il disturbo d’ansia sociale sebbene sia un problema secondario alla balbuzie è presente nel 40% delle persone che balbettano. Inoltre, la balbuzie tende ad aumentare quando al persona sperimenta ansia in modo disfunzionale per cui vi è un aumento di attivazione. La balbuzie ha un impatto negativo sulla qualità di vita della persona specialmente sul funzionamento sociale. 

Attraverso l’approccio cognitivo comportamentale, usando l’esposizione allo stimolo temuto dalla persona, si potranno via via confutare i pensieri negativi e disfunzionali producendo un evidente diminuzione dell’ansia. 

Il trattamento è diversificato per ogni persona e per ogni fascia di età e verranno utilizzate tecniche sia cognitive come la ristrutturazione di pensieri disfunzionali responsabili del mantenimento dell’ansia, sia tecniche comportamentali come il rinforzo. 

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