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	<title>psicoterapiacognitivocomportamentale Archivi &#8211; Ilaria Stocco</title>
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	<description>Psicologa delle emozioni</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Jan 2024 16:40:00 +0000</lastBuildDate>
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	<title>psicoterapiacognitivocomportamentale Archivi &#8211; Ilaria Stocco</title>
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		<title>Rispondere ai bisogni emotivi: da dove iniziare</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2024/01/31/rispondere-ai-bisogni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bisogniemotivi]]></category>
		<category><![CDATA[cognitivocomportamentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se non comunichi i tuoi bisogni ti senti frustrata Hai mai sentito la frustrazione di non riuscire a far comprendere i tuoi bisogni emotivi agli altri? Rispondere ai bisogni emotivi non è sempre facile. È normale sentirsi così, ma esiste un modo per comunicare in modo chiaro ciò di cui hai bisogno.  Cosa sono i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Se non comunichi i tuoi bisogni ti senti frustrata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Hai mai sentito la frustrazione di non riuscire a far comprendere i tuoi bisogni emotivi agli altri? Rispondere ai bisogni emotivi non è sempre facile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> <a href="https://www.instagram.com/p/CxDyNJfoNCI/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">È normale sentirsi così</a>, ma esiste un modo per comunicare in modo chiaro ciò di cui hai bisogno. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono i bisogni emotivi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I <a href="https://www.instagram.com/p/Cwwr_I_Ibzs/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">bisogni emotivi</a> sono quelle cose che ci fanno sentire bene dentro di noi. Immagina di avere una scatola magica dentro di te. Dentro questa scatola ci sono cose importanti che ti fanno sentire felice, sicura e amata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I bisogni emotivi possono essere diversi per ognuno di noi. Alcuni potrebbero avere bisogno di sentirsi ascoltati e compresi, mentre altri potrebbero desiderare abbracci e affetto. Quando li esprimi, stai dicendo agli altri cosa ti fa sentire bene e come possono aiutarti a sentirti meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlare dei bisogni emotivi è come aprire la finestra del cuore e far entrare la luce. È importante capire che tutti abbiamo bisogni emotivi e che è bello e importante condividerli con le persone che ci vogliono bene. Quando parli dei tuoi bisogni emotivi, stai mostrando il tuo vero io e permetti agli altri di conoscerti meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda, non c&#8217;è nulla di sbagliato nel chiedere ciò di cui hai bisogno. <a href="https://www.ilariastocco.it/2023/09/13/perche-dovresti-dare-voce-ai-bisogni-emotivi/">Esprimere i tuoi bisogni emotivi </a>ti aiuta a costruire relazioni più forti e sincere con le persone intorno a te. Sii coraggiosa e apri il tuo cuore!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Piccoli passi per iniziare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco alcuni passi semplici per aiutarti a esprimere i tuoi sentimenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Rifletti sui tuoi sentimenti</strong>: prima di comunicare le tue necessità emotive, <a href="https://www.instagram.com/p/Cw3BFnyoc-w/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">prenditi del tempo</a> per capire cosa stai veramente sentendo. Identifica le emozioni che stai vivendo e perché ti senti in quel modo.</li>



<li><strong>Sii specifica</strong>: quando condividi i tuoi sentimenti, sii il più specifica possibile. Ad esempio, anziché dire &#8220;Mi sento triste&#8221;, potresti dire &#8220;Mi sento triste perché mi sembra di non essere ascoltata&#8221;.</li>



<li><strong>Comunica in modo chiaro</strong>: usa un linguaggio semplice e diretto per comunicarli. Evita di usare ambiguità o paroloni che potrebbero confondere la persona con cui stai parlando.</li>



<li><strong>Sii aperta al dialogo</strong>: dopo aver espresso i tuoi bisogni, sii aperta a discutere e ascoltare il punto di vista dell&#8217;altra persona. La comunicazione è un processo bidirezionale e ascoltare è altrettanto importante quanto esprimere.</li>



<li><strong>Chiedi ciò di cui hai bisogno</strong>: non aver paura di chiedere ciò di cui hai bisogno. Sia che si tratti di sostegno emotivo, di spazio personale o di comprensione, è importante che tu sia chiara riguardo alle tue necessità.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda, esprimere le tue necessità emotive non è segno di debolezza, ma di forza e consapevolezza di te stessa. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se desideri imparare a riconoscere ed esprimere i tuoi bisogni emotivi<strong> </strong>vieni a conoscere il percorso<a href="https://www.ilariastocco.it/percorso-gruppo-online-vivi-nel-presente/"> </a>in piccolo gruppo <a href="https://www.ilariastocco.it/starter-kit-bisogni-emotivi-ilaria-stocco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">starter kit bisogni emotivi <strong> </strong></a>oppure prenota la tua consulenza. </p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>La catena del dolore cronico</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2024/01/24/catena-del-dolore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dolore cronico]]></category>
		<category><![CDATA[cognitivocomportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[dolorecronico]]></category>
		<category><![CDATA[endometriosi]]></category>
		<category><![CDATA[psicologochieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La catena del dolore Se ti trovi in una situazione di dolore cronico saprai quanto spesso succede di sperimentare una catena di reazioni al dolore che sembrano non avere fine.&#160; Una volta entrati nella spirale del dolore, la sensazione è che non vi sia fine, ogni cosa che si fa, di pensa, riporta al punto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La catena del dolore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti trovi in una situazione di dolore cronico saprai quanto spesso succede di sperimentare una catena di reazioni al dolore che sembrano non avere fine.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta entrati nella spirale del dolore, la sensazione è che non vi sia fine, ogni cosa che si fa, di pensa, riporta al punto di partenza. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quattro step della sofferenza: </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi sperimenta dolore cronico solitamente vive 4 fasi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Sensazione fisica di dolore (detto anche dolore pulito)&nbsp;</li>



<li>Il modo in cui gli altri reagiscono e agiscono al dolore</li>



<li>I comportamenti di <a href="https://www.instagram.com/p/CWEZD6Qt-v2/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">evitamento</a> che la mente mette in atto quando senti dolore  </li>



<li>Le scelte a lungo termine che si basano sui comportamenti di evitamento al dolore.&nbsp;</li>
</ol>



<div style="height:44px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-50af2da1"><h2 class="uagb-heading-text"><strong>Il dolore pulito e sporco</strong></h2></div>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una distinzione tra gli aspetti dell&#8217;esperienza del tuo dolore di cui hai il controllo e gli aspetti che non puoi controllare.&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Il primo è il <strong>dolore pulito</strong> ovvero una sensazione fisica immediata che ci informa che qualcosa non va (es.mal di testa).</li>
</ol>



<ol class="wp-block-list">
<li>Il secondo tipo di <strong>dolore è detto sporco</strong>, esso include le reazioni connesse al dolore fisico. Racchiude i pensieri rispetto al tuo dolore, i comportamenti di evitamento che metti in atto per proteggerti dal dolore stesso.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di dolore si posiziona dove finisce il dolore in sé per se&#8217; (dolore pulito) e dove inizia la sofferenza. Solitamente cerchiamo di controllare il dolore pulito e lasciamo scorrazzare liberamente il dolore sporco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I comportamenti di evitamento</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Generalmente molte delle terapie del dolore alle quali una persona con dolore cronico si sottopone porta con sè un messaggio implicito: liberarsi dal dolore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura stessa nella quale siamo inseriti ci spinge e ci insegna che dobbiamo <strong>evitare o combattere il dolore</strong>, come se questo non dovesse esistere nelle nostre vite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando evitiamo il dolore, mettiamo in atto quello che si chiama <strong>evitamento esperienziale</strong>. Molte ricerche ci dicono oggi che fuggire dal dolore produce e acuisce il dolore o la sua percezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore di per sè è un segnale che qualcosa non va, e avvertire questo segnale è utile perchè ci consente di intervenire per risolverlo. Quando però siamo in presenza di dolore cronico questo segnale non cessa mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In questa situazione ciò che accade è:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">1.il segnale di dolore scatena un avviso di pericolo per il vostro cervello che entra in allarme</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. metti in atto dei tentativi per eliminare il dolore</p>



<p class="wp-block-paragraph">3. l&#8217;evitamento al dolore produce ulteriore dolore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa serve conoscere la tua catena del dolore?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Conoscere la catena del dolore e diventare consapevole di quali pensieri, credenze, comportamenti ed evitamenti metti in atto ti aiuta a interrompere la catena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il che non significa smettere di provare dolore, questo non è possibile, ma iniziare ad avere un rapporto con questo dolore cronico diverso. Anziché iniziare una lotta con esso o evitarlo ad ogni costo possiamo imparare a conoscerlo, osservarlo e interagire con lui in modo più utile alla nostra esistenza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se desideri puoi leggere altri contenuti sul dolore cronico <a href="https://www.ilariastocco.it/?s=dolore+e+sofferenza">qui </a></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>Se desideri conoscere la tua catena del dolore e iniziare ad avere un rapporto diverso con il tuo dolore cronico allora ti aspetto in consulenza in studio o online!</strong></em></p>



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		<item>
		<title>Emozioni e intestino: quale legame</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2024/01/17/emozioni-e-intestino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emozioni e intestino Quale legame esiste tra emozioni e intestino? Ti è mai capitato di sentire un peso sullo stomaco quando ti trovavi in situazioni emotivamente importanti o stressanti?  Succede spesso di sentire che le persone descrivano la presenza di sintomi a livello gastrointestinale quando vivono emozioni intense.  Lo stress e l’ansia possono provocare fastidiosi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Emozioni e intestino</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quale legame esiste tra emozioni e intestino?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti è mai capitato di sentire un peso sullo stomaco quando ti trovavi in situazioni emotivamente importanti o stressanti? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Succede spesso di sentire che le persone descrivano la presenza di sintomi a livello gastrointestinale quando vivono emozioni intense. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stress e l’ansia possono provocare fastidiosi sintomi somatici come nausea, crampi, gonfiore, sensazione di evacuazione imminente, stipsi, dissenteria ecc..&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intestino viene addirittura chiamato <strong>“secondo cervello”</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche scientifiche degli ultimi anni, ha individuato la presenza di neuroni e cellule gliali che dialogano tra loro e con il sistema nervoso centrale, lungo l’asse intestino-cervello. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune volte se ci pensi le emozioni le sentiamo prima “nella pancia” e solo dopo nella mente. Infatti in alcune occasioni capita di sperimentare prima i sintomi fisici e poi renderci conto che stiamo provando un’emozione (spesso sgradevole). </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’asse intestino-cervello</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’asse intestino-cervello si sviluppa precocemente fin dalle prime fasi dello sviluppo embrionale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ci troviamo in una condizione di ansia o di stress, il corpo produce ormoni come il cortisolo, che impediscono la digestione nello stomaco e nell’intestino. Quando la risposta attacco-fuga si attiva, lo stomaco e l’intestino producono degli spasmi muscolari (fonte Harvard Health). &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stress e l’ansia possono aggravare i sintomi legati all’interazione dell’asse intestino-cervello e possono anche provocare l’insorgenza di alcune <a href="https://www.ilariastocco.it/2019/03/06/colon-irritabile-la-psicologia-puo-intervenire/">patologie</a> come la <a href="https://www.ilariastocco.it/2019/10/07/emozioni-e-sindrome-del-colon-irritabile/">sindrome del colon irritabile</a>, oltre ai sintomi sopra elencati. </p>



<div class="wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-32ce4d0a"><h2 class="uagb-heading-text"><strong>Relazione bidirezionale intestino-cervello</strong></h2></div>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche dicono che le alterazioni dell’intestino, possono portare a cambiamenti dell’attività cerebrale e influenzare la percezione del dolore, la risposta immunitaria, il controllo emotivo e altre funzioni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La connessione tra intestino e cervello è quindi bidirezionale: l’intestino influisce sul cervello, e viceversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I ricercatori irlandesi in uno studio dello&nbsp;<em>University College of Cork</em>&nbsp;, hanno evidenziato che il microbiota intestinale agisce sull’intestino favorendo o contrastando la produzione dei peptidi, che trasportati dal sangue arrivano al cervello, condizionando l’umore dell’individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre di più è importante tenere conto di quanto il nostro corpo, e in questo caso l’intestino, siamo veicolatori di emozioni e sensazioni. Quando ci disconnettiamo a livello mentale dalle emozioni che proviamo, ecco che il corpo ci lancia dei segnali per aiutarci a comprendere che quell’emozione che tentiamo di evitare o di ignorare, in realtà è presente. </p>



<div class="wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-390f97bd"><h2 class="uagb-heading-text">Cosa puoi iniziare a fare?</h2></div>



<ol class="wp-block-list">
<li>Fermarti e riconoscere i momenti di stress/ansia</li>



<li>Praticare la respirazione diaframmatica&nbsp;</li>



<li>Creare una routine che ti aiuti a trovare degli spazi di decompressione</li>



<li>Tenere un <a href="https://www.instagram.com/p/CmPWGFaMrmR/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">diario</a> dove parli delle tue emozioni e di come ti senti </li>



<li>Avere una corretta igiene del sonno&nbsp;</li>



<li>Curare l’alimentazione</li>
</ol>



<div class="wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-7ea160ed"><h2 class="uagb-heading-text"><strong>Cosa si può fare attraverso un percorso psicologico? </strong></h2></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni persona è diversa e ha delle esigenze specifiche, per cui non è possibile applicare un rigido protocollo, ma è necessario studiare gli interventi e le modalità di cura a seconda della persona e della situazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ di fondamentale importanza <a href="https://www.ilariastocco.it/2020/11/09/ansia-come-funziona/">individuare i fattori legati allo stress o all’ansia</a>, e comprendere come questi impattano a livello cognitivo ed emotivo. Senza una consapevolezza rispetto alle cause dello stress o dell’ansia, è difficile mettere in campo le strategie necessarie per gestire i sintomi somatici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta individuati i fattori di stress, è fondamentale inserire <a href="https://www.instagram.com/p/CYRGMGMt4K6/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">strategie di coping</a> più utile per la persona per fare fronte in modo funzionale alle situazioni e alle emozioni che si presentano.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ importante aiutare anche la persona a individuare possibili accumuli di <a href="https://www.ilariastocco.it/2019/11/04/diventa-consapevole-delle-tue-tensioni-rilassamento-muscolare-progressivo/">tensione muscolare</a>, che impediscono di produrre una risposta di rilassamento e allentare lo stress. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine è possibile introdurre la pratica della <a href="https://www.ilariastocco.it/percorso-gruppo-online-vivi-nel-presente/">mindfulness</a>, che può aiutare il paziente a stare nel momento presente e regolare le emozioni che possono produrre sintomi gastrointestinali. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Vieni a <a href="https://www.ilariastocco.it/percorso-gruppo-online-vivi-nel-presente/">conoscere il percorso mindfulness pensato per chi soffre di ansia e stress </a>in partenza oppure prenota la tua consulenza per gestire i sintomi intestinali legati all&#8217;emotività. </strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paura dell&#8217;abbandono</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2023/12/13/paura-dellabbandono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[chieri]]></category>
		<category><![CDATA[cognitivocomportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[finediunarelazione]]></category>
		<category><![CDATA[pauradiessereabbandonati]]></category>
		<category><![CDATA[psicologochieri]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeutachieri]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeutatorino]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapiacognitivocomportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapiaonline]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilariastocco.it/?p=4230</guid>

					<description><![CDATA[<p>La paura dell&#8217;abbandono La paura dell&#8217;abbandono, si esprime con una marcata preoccupazione rispetto al fatto che la persona vicino a noi possa allontanarsi, morire, o lasciarci da un momento all’altro.  Questo timore è del tutto naturale se presente nella vita della persona in giusta quantità, in caso contrario diventa disfunzionale e ci fa vivere male [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La paura dell&#8217;abbandono</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La paura dell&#8217;abbandono, si esprime con una marcata preoccupazione rispetto al fatto che la persona vicino a noi possa allontanarsi, morire, o lasciarci da un momento all’altro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo timore è del tutto naturale se presente nella vita della persona in giusta quantità, in caso contrario diventa disfunzionale e ci fa vivere male sia con noi stessi sia con il/la partner. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Solitamente la persona sperimenta malessere che si può manifestare con ansia o attacchi di panico, pensiero fisso o marcato disagio che ci fa rinunciare a intessere relazioni. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è la tendenza a stare sul chi va là e cercare di cogliere i segnali che rivelino la probabilità che l’abbandono si stia per verificare, anche laddove questi segnali non esistono. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si verifica una separazione, anche per brevi periodi, (es. un viaggio di lavoro del partner o una serata fuori con amici) questi vengono visti come rifiuti e abbandoni e nella mente della persona scattano pensieri catastrofici (es. troverà un’altra, si accorgerà che sta meglio senza di me, gli succederà qualcosa di terribile,…). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una profezia che si auto avvera</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La paura dell’abbandono ha spesso radici nelle prime relazioni di attaccamento dove sovente, ambienti iperprotettivi o imprevedibili creano le basi per questo timore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Essa porta la persona a <strong>reiterare schemi del passato in modo del tutto inconsapevole</strong>.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Seppure si desideri ardentemente una <a href="https://www.ilariastocco.it/come-affrontare-le-relazioni/">relazione</a> stabile e prevedibile emotivamente, spesso invece ci si avvicina a partner che abbandoneranno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo andrà a confermare le credenze rispetto al timore di essere abbandonati in un circolo vizioso senza fine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa paura può portare a problemi che potrebbero mettere a <a href="https://www.instagram.com/ilariastocco.psicoterapeuta/">repentaglio la relazione</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone con paura dell’abbandono tendono a mostrare comportamenti e schemi di pensiero che influenzano le loro relazioni, fino a provocarne la rottura. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo si verifica l&#8217;evento più temuto l&#8217;abbandono dell&#8217;altr* dalla relazione e si crea un&#8217;esperienza che va a rinforzare la credenza che &#8220;le relazioni presto o tardi finiscono&#8221; oppure &#8220;tanto prima o poi rimarrò sol*). </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Ti è mai successo di ritrovarti in relazioni nelle quali il/la partner ti abbandonano? Ti è successo invece di abbandonare tu prima che gli altri abbandonino te? </em></strong></p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilariastocco.it/2023/12/13/paura-dellabbandono/">Paura dell&#8217;abbandono</a> proviene da <a href="https://www.ilariastocco.it">Ilaria Stocco</a>.</p>
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