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	<title>colon Archivi &#8211; Ilaria Stocco</title>
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	<description>Psicologa delle emozioni</description>
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	<title>colon Archivi &#8211; Ilaria Stocco</title>
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		<title>Emozioni e intestino: quale legame</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2024/01/17/emozioni-e-intestino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Emozioni e intestino Quale legame esiste tra emozioni e intestino? Ti è mai capitato di sentire un peso sullo stomaco quando ti trovavi in situazioni emotivamente importanti o stressanti?  Succede spesso di sentire che le persone descrivano la presenza di sintomi a livello gastrointestinale quando vivono emozioni intense.  Lo stress e l’ansia possono provocare fastidiosi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilariastocco.it/2024/01/17/emozioni-e-intestino/">Emozioni e intestino: quale legame</a> proviene da <a href="https://www.ilariastocco.it">Ilaria Stocco</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Emozioni e intestino</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quale legame esiste tra emozioni e intestino?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti è mai capitato di sentire un peso sullo stomaco quando ti trovavi in situazioni emotivamente importanti o stressanti? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Succede spesso di sentire che le persone descrivano la presenza di sintomi a livello gastrointestinale quando vivono emozioni intense. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stress e l’ansia possono provocare fastidiosi sintomi somatici come nausea, crampi, gonfiore, sensazione di evacuazione imminente, stipsi, dissenteria ecc..&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intestino viene addirittura chiamato <strong>“secondo cervello”</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche scientifiche degli ultimi anni, ha individuato la presenza di neuroni e cellule gliali che dialogano tra loro e con il sistema nervoso centrale, lungo l’asse intestino-cervello. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune volte se ci pensi le emozioni le sentiamo prima “nella pancia” e solo dopo nella mente. Infatti in alcune occasioni capita di sperimentare prima i sintomi fisici e poi renderci conto che stiamo provando un’emozione (spesso sgradevole). </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’asse intestino-cervello</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’asse intestino-cervello si sviluppa precocemente fin dalle prime fasi dello sviluppo embrionale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ci troviamo in una condizione di ansia o di stress, il corpo produce ormoni come il cortisolo, che impediscono la digestione nello stomaco e nell’intestino. Quando la risposta attacco-fuga si attiva, lo stomaco e l’intestino producono degli spasmi muscolari (fonte Harvard Health). &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stress e l’ansia possono aggravare i sintomi legati all’interazione dell’asse intestino-cervello e possono anche provocare l’insorgenza di alcune <a href="https://www.ilariastocco.it/2019/03/06/colon-irritabile-la-psicologia-puo-intervenire/">patologie</a> come la <a href="https://www.ilariastocco.it/2019/10/07/emozioni-e-sindrome-del-colon-irritabile/">sindrome del colon irritabile</a>, oltre ai sintomi sopra elencati. </p>



<div class="wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-32ce4d0a"><h2 class="uagb-heading-text"><strong>Relazione bidirezionale intestino-cervello</strong></h2></div>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche dicono che le alterazioni dell’intestino, possono portare a cambiamenti dell’attività cerebrale e influenzare la percezione del dolore, la risposta immunitaria, il controllo emotivo e altre funzioni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La connessione tra intestino e cervello è quindi bidirezionale: l’intestino influisce sul cervello, e viceversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I ricercatori irlandesi in uno studio dello&nbsp;<em>University College of Cork</em>&nbsp;, hanno evidenziato che il microbiota intestinale agisce sull’intestino favorendo o contrastando la produzione dei peptidi, che trasportati dal sangue arrivano al cervello, condizionando l’umore dell’individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre di più è importante tenere conto di quanto il nostro corpo, e in questo caso l’intestino, siamo veicolatori di emozioni e sensazioni. Quando ci disconnettiamo a livello mentale dalle emozioni che proviamo, ecco che il corpo ci lancia dei segnali per aiutarci a comprendere che quell’emozione che tentiamo di evitare o di ignorare, in realtà è presente. </p>



<div class="wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-390f97bd"><h2 class="uagb-heading-text">Cosa puoi iniziare a fare?</h2></div>



<ol class="wp-block-list">
<li>Fermarti e riconoscere i momenti di stress/ansia</li>



<li>Praticare la respirazione diaframmatica&nbsp;</li>



<li>Creare una routine che ti aiuti a trovare degli spazi di decompressione</li>



<li>Tenere un <a href="https://www.instagram.com/p/CmPWGFaMrmR/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">diario</a> dove parli delle tue emozioni e di come ti senti </li>



<li>Avere una corretta igiene del sonno&nbsp;</li>



<li>Curare l’alimentazione</li>
</ol>



<div class="wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-7ea160ed"><h2 class="uagb-heading-text"><strong>Cosa si può fare attraverso un percorso psicologico? </strong></h2></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni persona è diversa e ha delle esigenze specifiche, per cui non è possibile applicare un rigido protocollo, ma è necessario studiare gli interventi e le modalità di cura a seconda della persona e della situazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ di fondamentale importanza <a href="https://www.ilariastocco.it/2020/11/09/ansia-come-funziona/">individuare i fattori legati allo stress o all’ansia</a>, e comprendere come questi impattano a livello cognitivo ed emotivo. Senza una consapevolezza rispetto alle cause dello stress o dell’ansia, è difficile mettere in campo le strategie necessarie per gestire i sintomi somatici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta individuati i fattori di stress, è fondamentale inserire <a href="https://www.instagram.com/p/CYRGMGMt4K6/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">strategie di coping</a> più utile per la persona per fare fronte in modo funzionale alle situazioni e alle emozioni che si presentano.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ importante aiutare anche la persona a individuare possibili accumuli di <a href="https://www.ilariastocco.it/2019/11/04/diventa-consapevole-delle-tue-tensioni-rilassamento-muscolare-progressivo/">tensione muscolare</a>, che impediscono di produrre una risposta di rilassamento e allentare lo stress. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine è possibile introdurre la pratica della <a href="https://www.ilariastocco.it/percorso-gruppo-online-vivi-nel-presente/">mindfulness</a>, che può aiutare il paziente a stare nel momento presente e regolare le emozioni che possono produrre sintomi gastrointestinali. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Vieni a <a href="https://www.ilariastocco.it/percorso-gruppo-online-vivi-nel-presente/">conoscere il percorso mindfulness pensato per chi soffre di ansia e stress </a>in partenza oppure prenota la tua consulenza per gestire i sintomi intestinali legati all&#8217;emotività. </strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Colon irritabile? la psicologia può intervenire</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2019/03/06/colon-irritabile-la-psicologia-puo-intervenire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 13:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Sindrome del Colon Irritabile (IBS) è una patologia relativamente recente dal punto di vista diagnostico. E’ un comune disturbo gastrointestinale di natura funzionale che può compromettere in modo significativo la qualità di vita della persona che ne è affetta.&#160; È il disturbo più comune che riguarda il colon ed è associato ad alcuni dei [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="500" height="750" src="https://www.ilariastocco.it/wp-content/uploads/2019/03/colon-1.jpg" alt="" class="wp-image-127" srcset="https://www.ilariastocco.it/wp-content/uploads/2019/03/colon-1.jpg 500w, https://www.ilariastocco.it/wp-content/uploads/2019/03/colon-1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Sindrome del
Colon Irritabile</strong> (IBS) è una patologia relativamente recente dal punto di
vista diagnostico. E’ un comune disturbo gastrointestinale di natura funzionale
che può compromettere in modo significativo la qualità di vita della persona
che ne è affetta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il disturbo più comune
che riguarda il colon ed è associato ad alcuni dei seguenti sintomi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>dolore o disagio addominale, alleviato con la defecazione&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>cambiamento nella frequenza delle fecialterazione dell’aspetto, del colore e dell’odore delle feci</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>alterazione del passaggio delle feci</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>rigonfiamento o sensazione di rigonfiamento addominale.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia ne soffre circa il 10-18% della popolazione giovane-adulta, con una prevalenza maggiore tra le donne. Solo il 25% dei pazienti affetti da IBS si rivolge al medico di base o allo specialista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le cause sono in parte
biologiche (vulnerabilità genetica, ipersensibilità viscerale, ecc…) e in parte
legata a fattori psico-sociali. Sebbene la componente organica sia
preponderante, quando una persona soffre di colon irritabile anche le
conseguenze psicologiche possono fungere da fattore di mantenimento della
patologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello <strong>cognitivo-comportamentale</strong>
sostiene che i <strong>fattori psicologici e sociali</strong> che intervengono nel
predisporre o nel mantenere la patologia possono essere:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; il perfezionismo: ovvero l’esistenza di un conflitto tra aspirazioni e &nbsp;standard&nbsp;elevati fa sì che la persona si senta preoccupata di non essere all’altezza e&nbsp;questo la espone a livelli elevati di stress cronico</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; la difficoltà ad
esprimere
il
proprio disagio psicologico che emerge invece&nbsp;attraverso&nbsp;sintomi fisici quali
l’IBS</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;la&nbsp;tendenza ad auto colpevolizzarsi: ovvero la tendenza ad assumersi la&nbsp;responsabilità di qualsiasi evento negativo </p>



<p class="wp-block-paragraph">-la tendenza ad “autozittirsi” e ad assecondare le esigenze altrui facendo ciò che gli altri si aspettano, negando e svalutando i propri pensieri e bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;attenzione eccessiva
per le sensazioni corporee e una loro successiva interpretazione catastrofica.
Una volta percepita una sensazione proveniente dalla zona dell’addome, il
paziente automaticamente la interpreta come legata al suo problema intestinale
e comincia a fare pensieri negativi e catastrofici tipo: &#8220;<em>dovrò correre
al bagno e non farò in tempo</em>” , &#8220;<em>Mi sentirò male</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PERCHE’ IL TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In passato vi era la tendenza a rivolgersi solo al medico per questo tipo di patologia, oggi invece, tutte le ricerche scientifiche in merito sostengono la <strong>necessità di affiancare un trattamento psicologico</strong> per ottenere: </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; la riduzione dell’intensità e della frequenza dei sintomi sia psicologici sia fisiologici,</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;&nbsp;la riduzione dei
dolori addominali,</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; la riduzione del
numero di volte in cui il paziente deve correre in bagno,</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; il miglioramento
della qualità della vita e dello stato d’ansia e di depressione</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; un miglioramento
nella consapevolezza dei momenti di stress e dei segnali psicologici e corporei
che arrivano al paziente al fine di gestirlo al meglio</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;
l’utilizzo di tecniche di rilassamento e di gestione dello stress e
dell’ansia.&nbsp;</p>
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