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	<title>endometriosi Archivi &#8211; Ilaria Stocco</title>
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	<description>Psicologa delle emozioni</description>
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	<title>endometriosi Archivi &#8211; Ilaria Stocco</title>
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		<title>Ansia improvvisa senza motivo?</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2025/11/06/ansia-improvvisa-senza-motivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ansia improvvisa senza motivo? Un’esperienza più comune di quanto pensi “Mi viene così, all’improvviso. Senza un motivo.”È una frase che molte persone pronunciano quando cercano di descrivere l’ansia.Una sensazione che arriva all’improvviso, senza un contesto chiaro, e che spesso viene vissuta come immotivata, ingestibile, insensata. In realtà, l’ansia non arriva mai del tutto “a caso”. [&#8230;]</p>
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									<p></p>
<h3><b>Ansia improvvisa senza motivo? Un’esperienza più comune di quanto pensi</b></h3>
<p class="wp-block-paragraph"><em>“Mi viene così, all’improvviso. Senza un motivo.”</em><br>È una frase che molte persone pronunciano quando cercano di descrivere l’ansia.<br>Una sensazione che arriva all’improvviso, senza un contesto chiaro, e che spesso viene vissuta come <b>immotivata, ingestibile, insensata</b>.</p>
<p>In realtà, <b>l’ansia non arriva mai del tutto “a caso”</b>. Anche quando non è legata a un pensiero consapevole, ha una radice profonda nel corpo, nella memoria emotiva e nella nostra storia.<br>Capirlo è il primo passo per <b>uscire dalla trappola del giudizio e recuperare fiducia</b> nella propria capacità di regolare ciò che si prova.</p>
<h3><b>Perché arriva l’ansia improvvisamente: i fattori nascosti</b></h3>
<p>Chi vive l’ansia come qualcosa di improvviso tende a credere che sia:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1">senza causa</li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1">imprevedibile</li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1">incontrollabile<p></p>
</li>
</ul>
<p>Ma questa convinzione ha un impatto profondo sul benessere emotivo.<br>Studi clinici (Clark &amp; Beck, 2010) mostrano che <b>la percezione di imprevedibilità</b> è uno dei principali fattori che alimentano i disturbi d’ansia. Quando non riesci a spiegarti ciò che provi, <b>inizi a dubitare di te stessa</b>.</p>
<p>“Forse sto esagerando. Forse sono troppo sensibile.”<br>“Non ho motivi per stare così, quindi sono sbagliata&#8221;&nbsp;e spesso questa incertezza spinge a&nbsp;<a href="https://www.ilariastocco.it/2025/03/20/ansia-rassicurazioni-peggiora/" target="_blank" rel="noopener">cercare rassicurazioni</a>&nbsp;che paradossalmente peggiorano l&#8217;ansia.</p>
<h3><b>L’ansia non è immotivata: il corpo parla prima della mente</b></h3>
<p>Secondo il neuroscienziato Joseph LeDoux (1996), il sistema limbico — in particolare l’amigdala — può attivare una risposta d’allerta <b>prima ancora che la mente razionalizzi</b> ciò che sta accadendo.<br>In parole semplici: <b>il corpo sa prima della mente.</b></p>
<p>Per questo motivo, l’ansia può emergere anche quando apparentemente “non c’è nulla”. Il corpo registra segnali impliciti: stress accumulato, emozioni represse, situazioni ambigue, bisogni ignorati.</p>
<p>Questi segnali riflettono come il tuo<a href="https://www.ilariastocco.it/2024/03/06/stress-e-mindfulness/" target="_blank" rel="noopener"> cervello elabora lo stress&nbsp;</a>a livello neurobiologico.<br>Il problema è che <b>non siamo abituati ad ascoltarlo</b>.</p>
<h3><b>Cosa fare se hai sintomi di ansia improvvisa</b></h3>
<p>Quando l’ansia si manifesta nel corpo — con tachicardia, fiato corto, tremori, tensioni — <b>portare attenzione a queste sensazioni può inizialmente spaventare</b>.<br>Studi sull’interocezione (Paulus &amp; Stein, 2010; Khalsa et al., 2018) dimostrano che le persone con ansia tendono a <b>percepire i segnali corporei in modo amplificato</b> e a interpretarli come pericolosi.</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Per questo motivo è importante avvicinarsi al corpo con delicatezza, usando pratiche graduali e sicure, come la<a href="https://www.ilariastocco.it/2024/08/22/respirazione-ansia/" target="_blank" rel="noopener"> respirazione consapevole e mindfulness</a>&nbsp;o la scrittura guidata, evitando di forzare l’ascolto.</p>
<h3><b>Dall’evitamento all’ascolto: un nuovo modo di stare con l’ansia</b></h3>
<p>Secondo l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), il sollievo dall’ansia non si ottiene cercando di eliminarla, ma <b>cambiando la relazione che abbiamo con essa</b>.</p>
<p>Una pratica efficace è la mindfulness. Se desideri iniziare con una&nbsp;<a href="https://www.ilariastocco.it/2024/11/28/mindfulness-gestire-dolore/" target="_blank" rel="noopener">pratica guidata e consapevole del corpo</a>, puoi cominciare con pochi minuti al giorno.</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>stare</b> con l’ansia, un respiro alla volta</li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>riconoscere</b> i segnali prima che esplodano</li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>scegliere</b> risposte più in linea con ciò che ti serve davvero
<p></p>
</li>
</ul>
<p>Questa è la base della <b>flessibilità psicologica</b>, che ti permette di restare presente anche nei momenti difficili.</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4dd.png" alt="📝" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />SCARICA&nbsp;<a href="https://www.ilariastocco.it/newsletter/" target="_blank">Il quaderno delle emozioni inascoltate</a><a href="https://www.ilariastocco.it"><b><br></b></a>Ti senti spesso sopraffatta e non sai da dove cominciare? Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente il mio Quaderno delle Emozioni Inascoltate: una guida pratica per trasformare il caos emotivo in parole, e le parole in piccoli passi di sollievo.</p>
<p></p>
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<p><a>PRENOTA ORA</a></p>
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		<title>Insulino-resistenza e mente: legami che (forse) non conosci</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2025/10/09/insulino-resistenza-e-mente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[insulino resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[dolorecronico]]></category>
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		<category><![CDATA[endometriosi]]></category>
		<category><![CDATA[psicologotorino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;insulino resistenza è sempre più diffusa nella popolazione e molti non sanno che ci sono dei risvolti importanti anche a livello della mente e delle emozioni. “L’insulino-resistenza è solo una questione di zuccheri e dieta. Quante volte l’hai sentito dire? La realtà è molto più complessa: quando le cellule diventano meno sensibili all’insulina, non è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;insulino resistenza è sempre più diffusa nella popolazione e molti non sanno che ci sono dei risvolti importanti anche a livello della mente e delle emozioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’insulino-resistenza è solo una questione di zuccheri e dieta. Quante volte l’hai sentito dire?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà è molto più complessa: quando le cellule diventano meno sensibili all’insulina, non è solo il metabolismo a risentirne. Anche il sistema nervoso, l’umore, la capacità di gestire lo stress e persino il modo in cui ci percepiamo possono cambiare.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Chi sono io per parlarti di questo?</h4>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lascia che mi presenti.</strong> Sono <strong>Ilaria Stocco</strong>, psicoterapeuta. Da anni accompagno donne che convivono con dolore cronico, infertilità e fatiche emotive che spesso restano invisibili agli occhi degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio lavoro nasce dall&#8217;incontro tra formazione clinica e ascolto profondo.<br>Negli anni ho integrato approcci come la <strong>mindfulness</strong>, la <strong>compassion-focused therapy</strong> e l’<strong>ACT</strong>, con un obiettivo chiaro: offrire strumenti concreti e rispettosi a chi si sente esausta, sopraffatta o in lotta col proprio corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio approccio unisce strumenti evidence-based (ACT, mindfulness, compassion-focused therapy) e un ascolto profondo di chi, come te, sente il bisogno di <strong>parlare di sé senza sentirsi sbagliata</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo ti guiderò passo passo nel capire: quali meccanismi collegano insulino-resistenza, stress e benessere emotivo, perché questa condizione può influenzare anche l’umore e la mente, e quali strategie pratiche puoi adottare per sostenere sia l’equilibrio metabolico che quello psicologico.</p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">&nbsp;L’insulino-resistenza non è un “problema tecnico”</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’insulino-resistenza non è un “problema tecnico” che riguarda solo esami del sangue e valori di glicemia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un processo che può influire sul tuo benessere mentale, sulla regolazione delle emozioni e persino sulla percezione di energia e motivazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti senti più stanca, irritabile o emotivamente “piatta” da quando hai iniziato ad avere problemi di insulino-resistenza, non è un’impressione: la ricerca scientifica conferma che metabolismo e cervello parlano la stessa lingua.</p>



<h4 class="wp-block-heading">&nbsp;La letteratura scientifica punta l’attenzione su:&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco cosa ci dicono gli studi più recenti:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Stress cronico e cortisolo: </strong>lo stress prolungato attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), aumentando il cortisolo. Quando questo sistema resta “acceso” troppo a lungo, la regolazione glicemica peggiora (Black, 2006; Rosmond, 2005).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vie molecolari attivate dallo stress favoriscono infiammazione e peggiorano la sensibilità insulinica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. IR e rischio di depressione: </strong>una ricerca di Stanford (2021) ha mostrato che la resistenza insulinica può raddoppiare il rischio di sviluppare depressione maggiore, anche senza precedenti clinici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Segnali insulinici e comportamento:</strong> in modelli animali, eliminare i recettori insulinici nel cervello ha causato comportamenti ansiosi e depressivi, con alterazioni nei livelli di dopamina e stress ossidativo (Kleinridders et al., 2015).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Nervo vago e infiammazione</strong>: una bassa variabilità della frequenza cardiaca (HRV), indicatore di ridotta attività vagale, è associata a IR e diabete tipo 2. Tecniche di modulazione vagale (respirazione a frequenza di risonanza, biofeedback) hanno migliorato sia HRV che metabolismo glucidico (Thayer et al., 2021).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Stress + infiammazione</strong> anche nei non diabetici: studi su individui non diabetici mostrano che lo stress cronico aumenta marcatori infiammatori e ossidativi, correlati a peggior sensibilità insulinica (Heraclides et al., 2009).</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>&nbsp;L’insulino resistenza non è solo un problema metabolico</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Pensare all’insulino-resistenza solo come a un problema di dieta significa ignorare il suo impatto sul cervello, sull’umore e sull’intero sistema corpo-mente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psiconeuroimmunologia (PNI) ci aiuta a capire come stress, infiammazione e metabolismo siano intrecciati in un dialogo costante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In conclusione: </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi meccanismi collegano l’insulino-resistenza al benessere psicofisico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stress cronico, ad esempio, innalza i livelli di cortisolo e indebolisce la capacità dell’organismo di utilizzare il glucosio in modo efficiente, favorendo lo sviluppo della resistenza insulinica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A sua volta, questa condizione aumenta in modo significativo il rischio di sviluppare disturbi depressivi, probabilmente a causa di alterazioni nella comunicazione tra ormoni, neurotrasmettitori e sistema immunitario. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il segnale insulinico nel cervello è alterato, come dimostrato in studi su modelli animali, possono emergere sintomi di ansia e depressione, insieme a squilibri nella produzione di dopamina. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra componente importante è il nervo vago: quando la sua attività è ridotta, l’organismo perde parte della capacità di controllare l’infiammazione, creando un terreno favorevole all’insulino-resistenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, la combinazione di stress e infiammazione cronica contribuisce a mantenere attivo questo circolo vizioso, anche in assenza di diabete conclamato.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Cosa ci insegna la ricerca sull&#8217;insulino resistenza e quali collegamenti con la mente?</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">L’insulino-resistenza non è solo un indicatore di rischio metabolico: è anche un campanello d’allarme sul benessere psicologico e neurofisiologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che un approccio integrato—che includa regolazione emotiva, gestione dello stress e supporto al sistema nervoso—può fare la differenza.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le possibilità di intervento dal punto di vista psicologico in presenza di IR?</strong></h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ridurre lo stress cronico: mindfulness, ACT, compassion-focused therapy.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stimolare il nervo vago: respirazione consapevole, HRV-biofeedback.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Educazione mente-corpo: comprendere il legame tra emozioni e metabolismo per scelte più consapevoli.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h5 class="wp-block-heading">Convivi con l&#8217;Insulino-resistenza?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Vuoi scoprire strumenti pratici per migliorare sia il benessere mentale che l’equilibrio metabolico?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sto preparando un percorso online con video-lezioni focalizzato su regolazione emotiva e tecniche neurofisiologiche. <strong>Nel frattempo c&#8217;è un canale telegram dove parlo di questo argomento nello specifico, è gratuito e trovi contenuti ogni settimana.</strong></p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://t.me/+wtIIVC3AgodmYzE0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Entra ora</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Cose che non puoi perderti:</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Prenota ora la tua <a href="https://api.whatsapp.com/send?phone=393452448577" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consulenza qui</a> </li>



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</ul>



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			</item>
		<item>
		<title>Fatigue nella malattia di Crohn: cause, impatto sulla vita e strategie di gestione</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2025/09/25/fatigue-malattia-di-crohn/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dolore cronico]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[dolorecronico]]></category>
		<category><![CDATA[dolorecronicopartner]]></category>
		<category><![CDATA[endometriosi]]></category>
		<category><![CDATA[psicologotorino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilariastocco.it/?p=6050</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di fatigue nella malattia di Crohn non è insolito sentire commenti del tipo &#8220;È normale sentirsi stanchi, no?&#8221;. Chi vive con la malattia di Crohn sa che la risposta è: no, non è la stessa cosa. La fatigue non è semplice stanchezza: è una spossatezza fisica e mentale che può diventare costante, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilariastocco.it/2025/09/25/fatigue-malattia-di-crohn/">Fatigue nella malattia di Crohn: cause, impatto sulla vita e strategie di gestione</a> proviene da <a href="https://www.ilariastocco.it">Ilaria Stocco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di fatigue nella malattia di Crohn non è insolito sentire commenti del tipo &#8220;È normale sentirsi stanchi, no?&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"> Chi vive con la malattia di Crohn sa che la risposta è: no, non è la stessa cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fatigue non è semplice stanchezza: è una spossatezza fisica e mentale che può diventare costante, non passa con il riposo e spesso è presente anche nei periodi di remissione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I numeri parlano chiaro: la fatigue colpisce il 47% dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), con percentuali che variano dal 24% all&#8217;87% a seconda degli studi.</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading">Chi sono io per parlarti di questo?</h4>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lascia che mi presenti.</strong> Sono <strong>Ilaria Stocco</strong>, psicoterapeuta. Da anni accompagno donne che convivono con dolore cronico, infertilità e fatiche emotive che spesso restano invisibili agli occhi degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio lavoro nasce dall&#8217;incontro tra formazione clinica e ascolto profondo.<br>Negli anni ho integrato approcci come la <strong>mindfulness</strong>, la <strong>compassion-focused therapy</strong> e l’<strong>ACT</strong>, con un obiettivo chiaro: offrire strumenti concreti e rispettosi a chi si sente esausta, sopraffatta o in lotta col proprio corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio approccio unisce strumenti evidence-based (ACT, mindfulness, compassion-focused therapy) e un ascolto profondo di chi, come te, sente il bisogno di <strong>parlare di sé senza sentirsi sbagliata</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo ti guiderò passo passo nel capire: quali sono le <strong>cause della fatigue, quale impatto ha sulla vita e le strategie di gestione</strong> suggerite.</p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Morbo di Chron e fatigue cosa cambia rispetto alla normale stanchezza </strong>?<br></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Chi convive con Crohn e fatigue lo sa: non è solo un sintomo, ma una presenza che cambia il modo in cui vivi il lavoro, le relazioni, le scelte quotidiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che questa spossatezza <strong>è spesso invisibile:</strong> all&#8217;esterno sembri &#8220;normale&#8221;, eppure dentro senti come se la tua energia fosse stata risucchiata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sorprende che tu possa sperimentare frustrazione, senso di isolamento e persino dubbi su te stessa. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La ricerca più recente del 2024 conferma che la fatigue è correlata con sintomi più severi della malattia e un benessere generale ridotto nei pazienti con Crohn e colite ulcerosa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché sempre di più la direzione terapeutica e i trattamenti medici e psicologici sono orientati a guardare la persona a 360°, non solo l&#8217;intestino infiammato.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le cause della fatigue per chi soffre di Morbo di Chron</strong>?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca più recente conferma che la fatigue nella IBD è il risultato di cause biologiche, psicologiche e sociali che si intrecciano:</p>



<h3 class="wp-block-heading">B<strong>iologiche</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Infiammazione persistente</strong>: anche in remissione, processi infiammatori residui possono contribuire alla stanchezza</li>



<li><strong>Alterazioni dell&#8217;asse cervello-intestino</strong>: il collegamento bidirezionale tra intestino e sistema nervoso centrale</li>



<li><strong>Anemia</strong>: frequente nelle IBD e diretta causa di affaticamento</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">P<strong>sicologiche</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Disturbi dell&#8217;umore</strong>: studi mostrano tassi elevati di ansia e depressione nei pazienti IBD</li>



<li><strong>Stress psicologico</strong>: legato alla gestione di una malattia cronica imprevedibile</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">S<strong>ociali e comportamentali</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Disturbi del sonno</strong>: peggiorano la stanchezza e aumentano il rischio di recidive</li>



<li><strong>Carichi lavorativi e familiari</strong>: amplificano la sensazione di esaurimento</li>



<li><strong>Isolamento sociale</strong>: spesso conseguente alla natura invisibile della fatica</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Perchè non basta curare l&#8217;infiammazione</strong>?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per anni si è pensato che, controllando la malattia, la fatigue legata alla malattia di Chron sarebbe scomparsa. Ma la realtà è più complessa: <strong>la fatigue può persistere anche in remissione clinica</strong></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Cosa ci dicono le evidenze più recenti:</strong></h6>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT)</strong>: Uno studio randomizzato controllato del 2023 su 113 pazienti IBD in remissione ha dimostrato che la MBCT riduce significativamente la fatigue, con benefici mantenuti nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Terapia Cognitivo-Comportamentale specifica per la fatigue</strong>: Ricerche del 2019-2024 mostrano miglioramenti significativi nei punteggi di stanchezza e qualità di vita, con effetti che si mantengono nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Interventi integrati corpo-mente</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La mindfulness aiuta a ridurre la fatica e migliorare il sonno</li>



<li>L&#8217;esercizio moderato aumenta energia e migliora il tono dell&#8217;umore senza peggiorare l&#8217;infiammazione</li>



<li>Tecniche di rilassamento e igiene del sonno migliorano la gestione quotidiana</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La conclusione rispetto alla fatigue nella malattia di Chron?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Serve un approccio integrato: curare il corpo, sostenere la mente, modificare le abitudini.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Cosa ci insegna questa ricerca</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">La fatigue non è una debolezza né un sintomo &#8220;secondario&#8221;: è parte integrante della malattia e va affrontata con la stessa serietà dell&#8217;infiammazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Validare l&#8217;esperienza del paziente</strong>: smettere di usare frasi come &#8220;è tutto nella tua testa&#8221; o &#8220;è solo un po&#8217; di stanchezza&#8221;</li>



<li><strong>Personalizzare le strategie terapeutiche</strong>: anche se esistono protocolli validati, c&#8217;è sempre la persona con le sue caratteristiche e risorse</li>



<li><strong>Includere interventi psicosociali nei percorsi di cura</strong>: limitarsi al solo aspetto medico riduce le probabilità di migliorare la qualità di vita</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Se vivi con Crohn e fatigue </strong>questi strumenti evidence-based possono aiutare:</h5>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Interventi psicoterapeutici validati:</strong></h6>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Terapia cognitivo-comportamentale mirata</strong>: per modificare pensieri disfunzionali e pianificare l&#8217;uso dell&#8217;energia</li>



<li><strong><a href="https://www.ilariastocco.it/2024/11/28/mindfulness-gestire-dolore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mindfulness-Based Cognitive Therapy</a></strong>: dimostrata efficace per ridurre fatigue in pazienti IBD in remissione</li>
</ul>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Pratiche di autoregolazione:</strong></h6>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Mindfulness e tecniche di rilassamento</strong>: per ridurre lo stress e migliorare il sonno</li>



<li><strong>Esercizio fisico adattato</strong>: per mantenere tono muscolare e benessere</li>



<li><strong>Routine del sonno</strong>: orari regolari, ambiente favorevole, rituali serali</li>
</ul>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Supporto emotivo:</strong></h6>



<ul class="wp-block-list">
<li>Condivisione con chi comprende l&#8217;esperienza della malattia cronica</li>



<li>Gruppi di supporto</li>



<li><a href="https://www.ilariastocco.it/psicoterapeuta-endometriosi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Psicoterapia specializzata</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading">Stai vivendo qualcosa di simile?</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://wa.me/393452448577" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scrivimi</a> o condividi questo articolo con chi convive con Crohn e stanchezza cronica. Il confronto è fondamentale per far sì che questa malattia sia sempre più visibile al mondo esterno.<br></p>



<h3 class="wp-block-heading">Cose che non puoi perderti:</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Scopri <a href="https://www.ilariastocco.it/oltre-il-dolore-cronico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oltre il dolore</a> un percorso completo in 12 settimane per chi soffre di dolore cronico. Se convivere con il dolore cronico ti ha lasciata esausta, disconnessa dal tuo corpo e in lotta con te stessa, questo percorso può accompagnarti a ritrovare spazio, tregua e senso di direzione.</li>



<li>Scorpi il <a href="https://www.ilariastocco.it/rituale-serale-dolore-cronico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rituale serale per dolore cronico</a> un mini-percorso da seguire in autonomia: 5 audio guidati e 5 schede serali di journaling per calmare il corpo, lasciare andare la giornata e creare uno spazio di tregua anche nelle sere più difficili.</li>



<li>Iscriviti alla mia<a href="https://www.ilariastocco.it/newsletter/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> newsletter RINASCITA</a> per ricevere strumenti ed esercizi per attraversare dolore, infertilità ed emozioni che hanno aiutato anche i miei pazienti. </li>



<li>Entra nel <a href="https://t.me/+_-ol6TMiMf5hOWI0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">canale Telegram</a> dove ogni settimana trovi contenuti esclusivi, pratiche guidate e anticipazioni dei percorsi in arrivo. Per non sentirti sola, soprattutto nei momenti più duri.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonti citate: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Borren et al. (2024). Association of fatigue with disease activity and clinical manifestations in patients with Crohn&#8217;s disease and ulcerative colitis. <em>Current Medical Research and Opinion</em></li>



<li>Norton et al. (2021). Prevalence and Risk Factors for Fatigue in Adults With Inflammatory Bowel Disease: A Systematic Review With Meta-Analysis. <em>Clinical Gastroenterology and Hepatology</em></li>



<li>van Kessel et al. (2023). Mindfulness-Based Cognitive Therapy for Fatigue in Patients with Inflammatory Bowel Disease: Results of a Randomized Controlled Trial. <em>Mindfulness</em></li>



<li>Stapersma et al. (2019). Cognitive-behavioural therapy for the management of inflammatory bowel disease-fatigue: a feasibility randomised controlled trial. <em>Pilot and Feasibility Studies</em></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilariastocco.it/2025/09/25/fatigue-malattia-di-crohn/">Fatigue nella malattia di Crohn: cause, impatto sulla vita e strategie di gestione</a> proviene da <a href="https://www.ilariastocco.it">Ilaria Stocco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come parlare di endometriosi a un nuovo partner (senza paura e senza sentirti sbagliata)</title>
		<link>https://www.ilariastocco.it/2025/07/24/come-parlare-di-endometriosi-a-un-nuovo-partner/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Stocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dolore cronico]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[dolorecronico]]></category>
		<category><![CDATA[dolorecronicopartner]]></category>
		<category><![CDATA[endometriosi]]></category>
		<category><![CDATA[psicologotorino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilariastocco.it/?p=5914</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopri come parlare di endometriosi a un nuovo partner con chiarezza e autenticità. Strategie pratiche, esempi e consigli basati su studi scientifici. Nuova relazione. Nuove emozioni. Come parlare di endometriosi ad un nuovo partner? E quella domanda che arriva puntuale: “Quando glielo dico?” Parlare di endometriosi a un nuovo partner può far emergere paura, vergogna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilariastocco.it/2025/07/24/come-parlare-di-endometriosi-a-un-nuovo-partner/">Come parlare di endometriosi a un nuovo partner (senza paura e senza sentirti sbagliata)</a> proviene da <a href="https://www.ilariastocco.it">Ilaria Stocco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Scopri come parlare di <a href="https://www.ilariastocco.it/endometriosi-e-adenomiosi/">endometri</a><a href="https://www.ilariastocco.it/endometriosi-e-adenomiosi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">o</a><a href="https://www.ilariastocco.it/endometriosi-e-adenomiosi/">si </a>a un nuovo partner con chiarezza e autenticità. Strategie pratiche, esempi e consigli basati su studi scientifici.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Nuova relazione. Nuove emozioni. Come parlare di endometriosi ad un nuovo partner?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">E quella domanda che arriva puntuale: <strong>“Quando glielo dico?”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlare di <strong>endometriosi a un nuovo partner</strong> può far emergere paura, vergogna e senso di inadeguatezza.<br>Non perché tu abbia qualcosa da nascondere, ma perché raccontare una malattia invisibile richiede coraggio — e chi ti sta davanti spesso <strong>non sa nemmeno cosa sia l’endometriosi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, affrontare questo tema con consapevolezza può:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>proteggerti da dinamiche che ti fanno male,</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>rafforzare il legame affettivo,</li>



<li>e creare uno spazio in cui <strong>sentirti vista, non giudicata</strong>.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Chi sono io per parlarti di questo?</h4>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lascia che mi presenti.</strong> Sono <strong>Ilaria Stocco</strong>, psicoterapeuta. Da anni accompagno donne che convivono con dolore cronico, infertilità e fatiche emotive che spesso restano invisibili agli occhi degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio lavoro nasce dall&#8217;incontro tra formazione clinica e ascolto profondo.<br>Negli anni ho integrato approcci come la <strong>mindfulness</strong>, la <strong>compassion-focused therapy</strong> e l’<strong>ACT</strong>, con un obiettivo chiaro: offrire strumenti concreti e rispettosi a chi si sente esausta, sopraffatta o in lotta col proprio corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio approccio unisce strumenti evidence-based (ACT, mindfulness, compassion-focused therapy) e un ascolto profondo di chi, come te, sente il bisogno di <strong>parlare di sé senza sentirsi sbagliata</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo ti guiderò passo passo nel capire:  <strong>quali strategie ti aiutano a comunicare con chiarezza e protezione</strong>, <strong>perché è così difficile parlare di endometriosi</strong>, <strong>come e quando farlo</strong>.</p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">Perché è difficile parlare di endometriosi a un nuovo partner? Come iniziare</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Perché l’endometriosi <strong>non si vede</strong>, ma si sente ovunque: nel corpo, nell’intimità, nei silenzi. Chi vive con questa patologia teme spesso:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>di essere giudicata esagerata o “complicata”,</li>



<li>che il partner banalizzi il dolore,</li>



<li>che la malattia renda più difficile vivere l’intimità.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Uno studio su <em>Frontiers in Psychology</em> (2021) mostra che <strong>l’ansia sociale</strong> è molto più elevata nelle donne con endometriosi, proprio a causa della <strong>paura di non essere comprese</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">1. Paura del giudizio e dello stigma</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’endometriosi è ancora <strong>profondamente fraintesa</strong>: viene confusa con un ciclo mestruale doloroso, ridotta a un problema passeggero.<br>Spiegarla a chi non ne sa nulla può sembrare un’impresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Strategie utili:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Presenta la malattia senza farti definire da essa. “Voglio raccontarti qualcosa che fa parte della mia vita. Non mi definisce, ma è importante che tu lo sappia.”</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aspetta il momento giusto: <strong>quando senti una connessione autentica</strong>.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">2. <strong>Timore di essere percepita come poco desiderabile</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Dolore durante i rapporti (dispareunia), affaticamento cronico, cali dell’umore… L’endometriosi può influenzare profondamente la sfera sessuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <em>The Journal of Sexual Medicine</em> (2020), <strong>educare il partner</strong> è fondamentale per ridurre l’ansia sessuale e migliorare l’intimità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Strategie utili:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Coinvolgi il partner nel trovare soluzioni condivise: “Vorrei che potessimo esplorare insieme modi per vivere la nostra intimità, senza forzarci.”</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Comunica in modo graduale</strong>, senza raccontare tutto subito.</li>
</ul>



<h5 class="wp-block-heading">3. Il bisogno di supporto… senza sentirti solo “la malattia”</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Sentirsi supportate è importante. Ma lo è altrettanto <strong>non essere ridotte alla diagnosi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione assertiva, come dimostra il <em>European Journal of Pain</em> (2019), migliora la qualità delle relazioni e del supporto ricevuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Come agire:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Esprimi i tuoi bisogni con chiarezza: “A volte ho bisogno di riposo, altre volte solo di essere ascoltata senza consigli.”</li>



<li>Ricorda che <strong>l’endometriosi fa parte di te, ma non sei tu.</strong></li>
</ul>



<h5 class="wp-block-heading">4. Quando il partner si sente impotente</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Anche chi ti ama può sentirsi <strong>spaesato o inutile</strong>. Non sapere come aiutarti può generare tensione, frustrazione, distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <em>Pain Reports</em> (2022), <strong>condividere risorse e strumenti</strong> riduce il senso di impotenza e aumenta la partecipazione del partner.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Consigli pratici:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Crea uno spazio dove anche il partner possa parlare: “Se ti senti incerto o frustrato, possiamo affrontarlo insieme.”</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Offri informazioni chiare (articoli, video, testimonianze).</li>
</ul>



<h5 class="wp-block-heading">5. Quando parlarne: il momento giusto</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste una regola fissa. Non serve parlarne al primo appuntamento, ma <strong>nemmeno aspettare troppo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>Journal of Psychosomatic Research</em> (2021) evidenzia che una comunicazione sincera nei primi mesi <strong>rafforza la fiducia reciproca</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Frase utile da usare:</strong> <em>“Voglio raccontarti qualcosa che fa parte della mia quotidianità. Vivo con l’endometriosi, una condizione che può causare dolore e stanchezza. Non mi definisce, ma credo sia importante che tu lo sappia.”</em></p>



<h5 class="wp-block-heading">In sintesi: come parlare di endometriosi in una nuova relazione</h5>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4ac.png" alt="💬" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Se hai paura del giudizio</strong>, non sentirti in dovere di raccontare tutto subito. Aspetta di sentire una connessione emotiva autentica e presenta la malattia senza lasciare che definisca chi sei.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2764-fe0f-200d-1f525.png" alt="❤️‍🔥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Se temi che l’endometriosi influisca sulla tua desiderabilità</strong>, ricorda che la sessualità può essere ripensata e condivisa. Comunica gradualmente e coinvolgi il partner nella ricerca di una nuova intimità, senza forzature.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1fac2.png" alt="🫂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Se desideri supporto ma temi di essere identificata solo con la malattia</strong>, prova a esprimere i tuoi bisogni in modo chiaro, senza scusarti. Meriti ascolto, non giustificazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9e0.png" alt="🧠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Se il partner si sente impotente o distante</strong>, offrire informazioni affidabili e creare uno spazio in cui anche lui possa parlare è un modo per rafforzare la relazione, non per appesantirla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f570.png" alt="🕰" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Se non sai quando parlarne</strong>, sappi che non c’è un momento perfetto. Ma nascondere troppo a lungo una parte così importante della tua vita può creare distanza. Sii trasparente nei tempi che senti giusti per te.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Comunicare è anche un atto d’amore</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Parlare di endometriosi non è solo una questione pratica.<br>È un <strong>atto di cura verso di te</strong>. Un modo per smettere di sentirti a metà, in difesa, con il nodo in gola ogni volta che ti chiedono:<em> &#8220;Ma stai bene?&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Con parole gentili, scelte con attenzione e senza fretta, puoi costruire relazioni in cui sentirti <strong>intera, ascoltata, rispettata</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Video su YouTube</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Ne ho parlato anche in un video sul mio canale YouTube. <br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Iscriviti per ricevere contenuti pratici su emozioni, relazioni e dolore invisibile.<strong><br></strong></p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://youtu.be/nAU3E6BChio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guardalo qui</a></div>
</div>



<h3 class="wp-block-heading">Cose che non puoi perderti:</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Scopri <a href="https://www.ilariastocco.it/oltre-il-dolore-cronico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oltre il dolore</a> un percorso completo in 12 settimane per chi soffre di dolore cronico. Se convivere con il dolore cronico ti ha lasciata esausta, disconnessa dal tuo corpo e in lotta con te stessa, questo percorso può accompagnarti a ritrovare spazio, tregua e senso di direzione.</li>



<li>Scorpi il <a href="https://www.ilariastocco.it/rituale-serale-dolore-cronico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rituale serale per dolore cronico</a> un mini-percorso da seguire in autonomia: 5 audio guidati e 5 schede serali di journaling per calmare il corpo, lasciare andare la giornata e creare uno spazio di tregua anche nelle sere più difficili.</li>



<li>Iscriviti alla mia<a href="https://www.ilariastocco.it/newsletter/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> newsletter RINASCITA</a> per ricevere strumenti ed esercizi per attraversare dolore, infertilità ed emozioni che hanno aiutato anche i miei pazienti. </li>



<li>Entra nel <a href="https://t.me/+_-ol6TMiMf5hOWI0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">canale Telegram</a> dove ogni settimana trovi contenuti esclusivi, pratiche guidate e anticipazioni dei percorsi in arrivo. Per non sentirti sola, soprattutto nei momenti più duri.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilariastocco.it/2025/07/24/come-parlare-di-endometriosi-a-un-nuovo-partner/">Come parlare di endometriosi a un nuovo partner (senza paura e senza sentirti sbagliata)</a> proviene da <a href="https://www.ilariastocco.it">Ilaria Stocco</a>.</p>
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